Tendenze frumento duro: nel 2019, export +6,3% e consumi domestici di pasta made in Italy a +13%

2020-08-28T09:40:56+02:0028 Agosto 2020 - 09:40|Categorie: Pasta e riso|Tag: , |

Roma – Sono positive le prospettive per la filiera del frumento duro, che si concretizza nella lavorazione della granella per la produzione di pasta di semola. Secondo quanto si apprende dall’ultimo report Ismea ‘Tendenze frumento duro – pasta di semola’, nel 2020 il quadro produttivo globale del frumento duro si prospetta in aumento, con una sensibile crescita dei raccolti canadesi (primo mercato mondiale) e con una sostanziale stabilità dei raccolti italiani (secondo mercato mondiale). Sul fronte della domanda, il sentiment espresso dagli operatoti è positivo: le esportazioni di pasta sono aumentate nel 2019 (+6,3% a volume), raggiungendo un picco nei primi quattro mesi dell’anno (+28,3%), nel corso dell’emergenza sanitaria. Le spedizioni oltre confine dovrebbero continuare a crescere, anche se a ritmi meno sostenuti. Sul fronte dei consumi domestici, negli ultimi tre anni, si è verificata invece una significativa flessione. Ma evidenti segnali di ripresa provengono dalla pasta di semola ‘100% italiana’ che registra incrementi delle vendite, raggiungendo, nel 2019, una crescita del 13%. Nei primi sei mesi del 2020 il mercato è stato determinato dalla rincorsa allo stoccaggio domestico sia di semole di frumento duro sia di pasta di semola soprattutto nelle settimane più critiche della pandemia. È quindi verosimile attendersi un rallentamento delle vendite, anche se la dinamica per l’intero 2020 dovrebbe rimanere positiva.

Torna in cima