Meda (Mb) – Il mercato italiano del burro continua a mostrare una buona capacità di tenuta dei consumi, anche se il quadro competitivo evidenzia un calo del valore delle vendite. I dati Circana per Alimentando.info, aggiornati all’anno terminante il 28 giugno 2026, riferiti al perimetro Ipermercati, Supermercati, Libero Servizio Piccolo (100-399 mq) e Discount, indicano infatti vendite complessive pari a circa 44,9 milioni di chilogrammi, in crescita dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Diversa la dinamica del fatturato, che si attesta a 530,4 milioni di euro, in flessione del 2%.
Il segmento del burro ‘normale’ continua a rappresentare il cuore del mercato con oltre 40,9 milioni di kg e 475 milioni di euro di vendite, pur registrando un calo del 2,2% a valore. Più dinamico il segmento del burro ‘leggero e delattosato’, che cresce del 3,4% a volume e mantiene sostanzialmente stabile il fatturato (-0,1%), confermando il crescente interesse dei consumatori verso prodotti con un profilo nutrizionale più specifico. In difficoltà il burro nella sua variante salata, che perde il 13,7% dei volumi e il 2,9% del valore. La categoria ‘altri tipi di burro’ mettono a segno la migliore performance con un incremento dell’8,8% a volume e dell’19,1% del fatturato.
Dal punto di vista geografico, il Nord-Ovest si conferma la principale area di consumo, concentrando il 33,1% del volume nazionale, seguito dal Nord-Est con il 26,3%, dal Centro e Sardegna con il 21,5% e dal Sud, che rappresenta il 18,1% del giro d’affari.
L’analisi dei canali distributivi evidenzia la che i supermercati generano il 57,4% del valore del mercato e il 53,8% dei volumi. Il discount continua tuttavia a rafforzare il proprio ruolo, arrivando a rappresentare il 29,5% dei volumi e il 23,9% del valore. Più contenuto il contributo del Libero Servizio Piccolo, pari all’11,1% del valore, mentre gli ipermercati si attestano al 7,7%.
Sul fronte competitivo emerge un mercato fortemente concentrato sulla marca del distributore, che detiene il 49,2% delle vendite a valore. Per quanto riguarda l’industria di marca, i primi tre produttori detengono una quota di mercato pari al 16,3% del valore del mercato: Caseifici Granterre (9%), Latteria Soresina (4,8%) e Burrificio Campo dei Fiori (2,6%).
(ET)
