Proposta di legge latte crudo (2): come sarà la dicitura in etichetta?

2026-07-20T09:41:16+02:0020 Luglio 2026 - 09:41|Categorie: Formaggi, in evidenza|Tag: |

Roma – Si è tornati la settimana scorsa a parlare di latte crudo, e della proposta di legge che ha come primo firmatario il senatore Pd Lorenzo Basso. Il testo del ddl, presentato nel 2024, e sino a oggi non calendarizzato in aula, dice “la confezione di prodotti caseari a latte crudo freschi o di media stagionatura deve riportare in etichetta l’indicazione relativa al rischio per la salute per i bambini di età inferiore ai dieci anni”. Il punto chiave resta la dicitura. Cosa ci sarà scritto? Se l’idea è di avere un’etichetta che recita “prodotto da non consumare sotto i dieci anni”, si rischia di mettere a fortissimo rischio un mercato che, lo ricordiamo, è composto da tutti quei prodotti caseari che non hanno subito trattamenti termici di pastorizzazione, in cui cioè il latte non è stato scaldato sopra i 40°C, preservando la flora batterica originaria e i profumi del territorio.

In Italia e in Europa, moltissime eccellenze storiche e denominazioni Dop sono tassativamente a latte crudo. Tra questi ci sono i formaggi a pasta dura e lunghissima stagionatura, i formaggi a pasta semidura di montagna, i formaggi a pasta molle o semimolle, i pecorini e caprini. La stagionatura è di per sé un elemento fondamentale per la sicurezza microbiologica. I formaggi sotto i 60 giorni di stagionatura o freschi possono presentare dei problemi legati al rischio microbiologico per bambini piccoli, donne incinte e soggetti immunodepressi.

L’etichetta alimentare riporta già in tal senso la dicitura ‘fabbricato con latte crudo’ o ‘a latte crudo’. Serve davvero scrivere altro, o una campagna informativa presso i target specifici, compiuta attraverso le strutture sanitarie, è più efficace, col vantaggio di non mettere alla gogna molte tra le più importanti produzioni Dop italiane?

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