Uk / Inflazione alimentare in calo ad aprile, non si vede ancora l’effetto guerra

2026-04-28T16:42:41+02:0028 Aprile 2026 - 16:42|Categorie: Mercato, Retail|Tag: , , |

Londra (Uk) – Nel Regno Unito l’inflazione dei beni di largo consumo è scesa all’1% su base annua ad aprile, dopo un aumento dell’1,2% a marzo, come si evince dagli ultimi dati del British Retail Consortium (Brc).

Secondo Helen Dickinson, amministratrice delegata di Brc, questo calo è stato trainato dagli sconti offerti dai retailer di abbigliamento, fai-da-te e mobili, impegnati a stimolare la spesa dei consumatori in un contesto di fiducia in indebolimento, come si legge su European Supermarket Magazine.

L’inflazione alimentare è scesa al 3,1% su base annua nel corso del mese, rispetto alla crescita del 3,4% registrata a marzo, risultando inferiore alla media trimestrale del 3,3%. In particolare, l’inflazione dei prodotti alimentari freschi è diminuita al 3,9% su base annua, rispetto alla crescita del 4,4% di marzo. Si tratta di un dato inferiore alla media degli ultimi tre mesi, pari al 4,2%. L’inflazione dei prodotti alimentari confezionati e a lunga conservazione è salita al 2,1%, rispetto all’aumento del 2% registrato a marzo.

Helen Dickinson ha commentato: “Anche l’inflazione dei prezzi alimentari ha rallentato, poiché i retialer hanno offerto sconti su prodotti pasquali come il cioccolato. Sebbene non si sia ancora vista pienamente la ricaduta del conflitto in Medio Oriente sui prezzi al consumo, non passerà molto tempo prima che inizi a manifestarsi”.

Dickinson ha affermato che gli aumenti dei prezzi di carburante, fertilizzanti e materie prime sono destinati a far crescere i costi operativi, aggiungendo che un intervento del governo sugli oneri energetici non legati alle materie prime potrebbe contribuire ad attenuare l’inflazione dei prezzi al dettaglio e a smorzare il picco degli aumenti dei prezzi alimentari. Ha osservato che, in assenza di tali misure, saranno probabilmente le famiglie a subire il peso maggiore dell’aumento dei costi.

Inoltre, Mike Watkins, responsabile retail and business insight presso NIQ, ha dichiarato che l’aumento dei prezzi del carburante sta già contribuendo all’inflazione e dovrebbe avere un effetto analogo sulle catene di approvvigionamento food e non food nei prossimi mesi. Ha tuttavia aggiunto che i rivenditori cercheranno probabilmente di rimandare il più possibile il trasferimento degli aumenti di prezzo per il consumatore finale.

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