Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: burro a quota 6,10 euro al chilogrammo, in Ue

Cremona – Assocaseari fotografa gli andamenti del mercato lattiero caseario della scorsa settimana. Invariati i corsi per crema e latte, in generale. In crescita a 35 centesimi al litro il prezzo del latte in Germania. Sempre alti i prezzi del burro, che crescono su tutte le piazze, toccando un prezzo medio di 6,10 euro/Kg. In calo il latte in polvere e il siero. Crescono, in Italia, le quotazioni del parmigiano reggiano e del mascarpone Di seguito il commento integrale:

– Per quanto riguarda crema e latte, mercato abbastanza invariato rispetto alla settimana precedente, con la crema sempre a 3,00 euro/Kg, latte liquido a 0,42-0,43 euro/Kg e latte scremato a 0,20 euro/Kg arrivo. Prezzo del latte aumentato in Germania, dove al Nord si parla di 0,35 pagato ai contadini, ma sembra che anche in Francia, a oggi ferma a 0,31, sia cooperative sia privati stiano rivedendo i prezzi con gli allevatori.

– Il burro invece non ha alcuna intenzione di dare una settimana di tregua. Mercoledì, a Kempten, aumentato di 0,30 euro il minimo e di 0,10 euro il massimo, rispettivamente 6,10 e 6,30 euro/Kg. L’Olanda ha aumentato di 0,35 euro e si porta a 6,10 euro/Kg e anche la Francia, dopo un aumento di 0,30 euro raggiunge i 6,00 euro/Kg. La media dei tre Paesi questa settimana è di 6,10 euro/Kg. I prezzi reali del mercato sono di gran lunga superiori con offerte di burro polacco a 6,25 euro/Kg e di burro tedesco a 6,40 euro/Kg. La Gdo tedesca da luglio pagherà per il burro impacchettato 6,10 euro/Kg con un aumento di 1,00 euro rispetto al mese precedente; notevole l’aumento ma sempre in perdita rispetto al prezzo della merce in cartoni. Le importazioni cinesi di burro, nel maggio 2017, sono aumentate dell’86,8% rispetto al maggio 2016 e quelle di burro concentrato del 60,9%. Più dell’87% del burro importato in Cina proviene dalla Nuova Zelanda. Le previsioni sono di un aumento dei consumi cinesi dei prodotti del latte dell’1% per il 2017 e dell’1,5% per il 2018.

– I listini del latte in polvere hanno fatto registrare ribassi in tutti e tre i mercati, tranne il latte intero in polvere che è rimasto invariato in Germania, è aumentato in Francia ed è calato in Olanda. Dopo la decisione di settimana scorsa della Comunità di aggiudicare 100 tons del latte giacente all’ intervento a 1.850 euro/tons e dopo la decisione, sempre della settimana scorsa, di utilizzare il latte all’intervento per i bandi per gli indigenti, era più che normale che i bollettini facessero registrare ribassi. Mercato sempre però molto indeciso, dove per lo stesso prodotto ci sono offerte a 2,05 ma anche a 2,20 euro/Kg. Anche per quanto riguarda il latte in polvere, le importazioni della Cina maggio 2017/maggio 2016 sono aumentate del 38,8% di cui il 52,9% della Nuova Zelanda, il 10,2% dagli Stati Uniti e il 9,9% dalla Germania. Nel 2017, sebbene le percentuali non sembrino dimostrarlo, sono aumentate le importazioni dagli Stati Uniti, dalla Germania e dalla Ue a danno della Nuova Zelanda che però ripeto detiene il 52,9% delle importazioni cinesi. Anche le importazioni di infant formula sono aumentate del 37,3% maggio 2017/maggio 2016.

– Il siero in polvere questa settimana ha fatto l’esatto contrario del burro ed è calato su tutti i bollettini. Ribasso sicuramente dovuto in parte alla grossa produzione di formaggio, ma probabilmente anche legato ai cali del latte in polvere.

– Quotazioni medie europee dei bollettini dei formaggi in aumento, con cheddar a 3,53 euro/Kg, gouda a 3,17 euro/Kg, edamer a 3,24 euro/Kg ed emmentaler a 4,06 euro/Kg. In Italia, quotazioni in aumento per il parmigiano reggiano alla Borsa Merci di Reggio Emilia e per il mascarpone a Milano. In maggio, le importazioni cinesi di formaggio sono aumentate del 48,3% rispetto al maggio 2016. Il 54,3% della merce proviene dalla Nuova Zelanda, il 20,6% dall’Australia e il 9,7% dagli Stati Uniti.

 

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