Assocaseari, il punto settimanale sul mercato. Crema, burro e latte crudo: quotazioni in rialzo

Cremona – L’analisi condotta da Assocaseari sugli andamenti che hanno caratterizzato il settore lattiero caseario, nel corso delle due ultime settimane, mostra un quadro di rialzi per latte crudo, burro e crema. Stabile o in leggero calo il mercato del latte in polvere. Formaggi stabili sulle principali Borse merci, in Italia. Di seguito il commento integrale:

– Due settimane fa si è avuto un netto rialzo dei prezzi della crema, arrivata a 3,30 euro/Kg. E anche nella settimana appena trascorsa è stata offerta intorno agli stessi livelli, o con cifre appena superiori. Sempre pochissima, o nulla, la disponibilità dalla Germania. Il latte crudo, due settimane fa, è arrivato a toccare quota 0,48 euro/Kg reso Italia e anche la scorsa settimana si è confermato sullo stesso livello. Consumi e domanda, in Italia, sono molto bassi, quindi si tratta di prezzi trattati spesso estero su estero. Il latte scremato, per la seconda settimana, è offerto a 0,20 euro/Kg. Giugno 2017 su giugno 2016 ha fatto registrare un aumento delle esportazioni di crema del 5,2% e un calo di quelle di latte liquido del 6,7%.

– Il burro, al contrario della crema, non riposa mai e continua la sua salita tanto in Germania quanto in Olanda. Il bollettino di Kempten due settimane fa era salito di 0,10 euro, sia sul minimo che sul massimo; la scorsa settimana, invece, è salito di 0,20 euro su minimo e di 0,05 euro sul massimo, raggiungendo oggi livelli di 6,70 e 6,85 euro/Kg. Il bollettino olandese registra incrementi di 0,15 euro sia due settimane fa che in quella scorsa, posizionandosi a 6,80 euro/Kg. La Francia è aumentata di 0,225 euro due settimane fa, raggiungendo il livello di 6,475 euro/Kg che è rimasto confermato anche in quella appena trascorsa. La media di questi tre paesi è di 6,683 euro/Kg. Offerta di burro poca e solo per quello di siero, forse anche perchè in Italia non c’è molta richiesta. Le importazioni della Ue di burro a giugno 2017 vs. giugno 2016 sono aumentate del 289,7% (949 tons); il 70% viene dalla Nuova Zelanda, il 24% dall’Ucraina e il 2% dall’Islanda. Le importazioni statunitensi sono calate del 27,9% per il burro e del 35,1% per il butteroil. Le esportazioni della Ue di burro giugno 2017 /giugno 2016 sono diminuite del 5,8% e di butteroil del 26,1%. Le esportazioni statunitensi di burro giu 2017/giu 2016 sono aumentate del 267,5% e di butteroil del 118,7%.

– Il latte in polvere, malgrado le grosse esportazioni registrate fino a giugno, è rimasto stabile fino a due settimane fa, in Germania, ma ha ricominciato a scendere nel corso della settimana appena trascorsa. In Olanda è sceso due settimane fa ma è rimasto stabile in querlla scorsa. La Francia stabile due settimanae fa e in calo in quella appena trascorsa. Molta differenza dei prezzi da fornitore a fornitore con grossi problemi da parte dei veterinari tedeschi ad emettere i certificati richiesti dal mercato italiano. Le esportazioni di Smp della Ue a giugno 2017 vs. giugno 2016 sono aumentate del 96% (81.154 Tons); le principali destinazioni sono Algeria, Cina, Indonesia, Filippine, Messico e Vietnam, con quantitativi in netto aumento nell’anno in corso. Le esportazioni Ue di Wmp sono invece calate dell’1,4%. Le esportazioni statunitensi di Smp giu 2017/giu 2016 sono aumentate dell’8% mentre quelle di Wmp sono calate del 57,2%.

– Il siero in polvere continua anche lui a ribassare, restando invariato due settimane fa, in Germania, ma calando durante quella appena trascorsa. In Olanda è calato entrambe le settimane. In Franca è calato due settimane fa restando invece stabile la scorsa settimana. Le esportazioni di siero in polvere della Ue sono diminuite del 6,7%.

– Quotazioni medie europee dei bollettini dei formaggi stabili per il cheddar a 3,59 euro/Kg e il gouda, a 3,36 euro/Kg, in aumento per l’emmentaler, a 4,22 euro/Kg e in calo per l’edamer a 3,45 euro/Kg. In Italia, quotazioni stabili in tutte le principali Borse Merci. A giugno, la Ue ha importato 4.354 Tons di formaggi, cioè -54,7% rispetto al giugno 2016. Il 90% della merce è stata importata dalla Svizzera e piccoli quantitativi dalla Norvegia e dalla Serbia. Gli Stati Uniti hanno aumentato le importazioni di formaggio dell’1,7%. In maggio, la Cina ha aumentato le importazioni di formaggio del 51,1%.

 

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