Assocaseari, il punto settimanale sul mercato: prezzi, burro e crema sull’ottovolante

Cremona – Assocaseari analizza gli andamenti di mercato della scorsa settimana, caratterizzata da prezzi in ribasso per la crema estera e per il burro, registrati anche dai bollettini, fatta eccezione per quello francese che cresce di 15 centesimi di euro rispetto al precedente. Stabili i mercati del latte in polvere e del siero. In aumento le quotazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano su tutte le borse. Di seguito il commento integrale, firmato da Emanuela Denti e Lorenzo Petrilli:
– Sarà l’effetto del caldo estivo ma viene voglia di paragonare questo mercato a un mare che definirlo in burrasca non renderebbe comunque abbastanza bene l’idea. Martedì e mercoledì offerte per la crema estera notevolmente al ribasso con contratti chiusi intorno a 2,45 euro/Kg, ma già giovedì i venditori o coloro che avevano venduto ai prezzi minimi tornavano sui loro passi chiedendo per ulteriori quantitativi aumenti di prezzo più o meno lievi. Il mercato mormora che qualche trader abbia giocato speculando al ribasso, creando non poco caos in un mare già abbastanza agitato. Sembra però che gli speculatori stiano cercando di coprire, in perdita, i contratti fatti. Per quanto riguarda la crema nazionale di qualità si continuano a chiudere contratti a prezzo di listino e in rari casi anche al di sotto. Ancora poca offerta. Sul mercato del latte, il mare sembra un po’ meno agitato rispetto a quello della crema, con l’estero che chiede prezzi intorno a 0,41-0,42 euro/Kg reso Nord-Italia e il mercato nazionale dove si parla di prezzi tra 0,39 e 0,41 euro/Kg partenza.
– Anche quello del burro è un mare che definirlo in burrasca sarebbe poco. Il bollettino di Kempten cerca invano di adeguarsi al mercato e fa segnare un ribasso di 0,20 euro sul minimo, oggi 5,45 euro/Kg, e di 0,10 euro sul massimo, oggi 5,75 euro/Kg. L’Olanda, esageratamente prudente, ribassa solo di 0,04 euro portandosi a 5,48 euro/Kg. Ma quello che più basisce è il bollettino francese che, in totale controtendenza, aumenta nuovamente di 0,15 euro/Kg portandosi a 5,70 euro/Kg. Sarà un effetto del periodo di vendemmia…? Il mercato però è ben diverso da quello che dicono i bollettini, con una corsa al ribasso anche per quel che riguarda la merce fresca. Come molto spesso capita i primi a ribassare sono i polacchi. Questa settimana le offerte sono andate anche sotto ai 5,00 euro/Kg per merce fresca consegnata nord-Italia. Per essere precisi, aggiungiamo anche che comunque, al momento, a prescindere dal prezzo, i compratori non sembrano essere interessati all’ acquisto.
– Il mercato del latte in polvere è più che mai calmo, con il bollettino tedesco assolutamente invariato, sia per l’uso alimentare che per quello zootecnico, il bollettino olandese che lascia invariato l’alimentare e abbassa leggermente lo zootecnico, e quello francese che ribassa leggermente l’uso alimentare. Forse per effetto della raccolta leggermente in aumento dopo le prime piogge e i ribassi della temperatura, ma i venditori hanno cambiato completamente atteggiamento: fino a due settimane fa le offerte sul primo trimestre dell’anno nuovo erano a prezzi più alti rispetto al quelle sul pronto. Da questa settimana il pronto ha quotazioni più elevate rispetto a quelle sul primo trimestre. Probabilmente con l’aumento della raccolta è rientrato il pessimismo che dominava il mercato del nord-Europa fino alla settimana scorsa. La settimana prossima si terrà l’asta per la merce all’intervento con la Comunità che mette a disposizione 155mila Tons circa di merce con più di 24 mesi.
– I mercato del siero in polvere è invece paragonabile a un mare in calma piatta e senza un refolo di vento, con bollettini assolutamente invariati.
– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in aumento per l’Edamer a 3,10 euro/Kg, il Gouda a 3,13 e l’Emmentaler a 4,41 euro/Kg; stabile, invece, il Cheddar a 3,35 euro/Kg. Sui bollettini nazionali, continua l’aumento delle quotazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano nelle principali Borse Merci del Nord Italia e il calo del Pecorino Romano a Milano.

ARTICOLI CORRELATI