Commissione Ue: origine dell’uva in etichetta, anche per i varietali

Bruxelles (Belgio) – Il nuovo regolamento Ue sull’etichettatura del vino, in approvazione oggi alla Commissione Ue, prevede che si indichi il luogo in cui le uve sono state prodotte, e non trasformate, anche per i vini varietali. Ovvero quelli prodotti con vitigni internazionali, vedi Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon o Syrah. Un timore, quello sull’obbligatorietà dell’origine dell’uva in etichetta, che era serpeggiato tra i produttori vitivinicoli della Penisola nei giorni scorsi, a causa di un semplice, ma non banale, errore di traduzione. All’interno della prima versione in francese del testo legislativo era infatti presente una disposizione che obbligava i produttori di vini varietali – e quindi non tutelati dalle Indicazioni geografiche – a indicare in etichetta il Paese di produzione delle uve. Peccato che nelle traduzioni in italiano e spagnolo del testo la parola “produzione” fosse stata sostituita con “trasformazione”. Una differenza piuttosto significativa, che ha generato grande ansia tra produttori e associazioni di categoria, in seguito rassicurati dal Dg Agricoltura della Commissione Ue.


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