Il punto settimanale sul mercato di Assocaseari: prezzi al ribasso, in forte calo il burro

Cremona – Assocaseari analizza gli andamenti di mercato della scorsa settimana, che mostrano un quadro al ribasso per le quotazioni dei principali prodotti. Crema estera tra 1,90 e 2,10 euro al chilogrammo; quotazioni del latte crudo, in Germania, a 0,31 euro al chilogrammo. Quanto al burro, si registra un vistoso calo su tutti i bollettini, tranne quellp francese, con ribassi tra 0,25 e 0,32 euro/Kg. Sempre depresso il mercato del latte in polvere. Di seguito il commento integrale:

– Di solito i saldi iniziano dopo Natale ma quest’anno sembrano già partiti. Crema estera offerta tra 1,90 e 2,10 euro/Kg a seconda se con consegne a inizio o fine settimana. Latte crudo tedesco offerto a 0,31 euro/Kg consegnato; scremato a 0,08 euro/Kg arrivo. La crema nazionale viene trattata, a seconda del venditore, alla quotazione del bollettino ma anche a 2,02 euro/Kg per consegne a metà della settimana prossima.

– I bollettini del burro lasciano basiti per i grossi cali. In Germania un calo di 0,25 euro sul minimo, oggi 4,20 euro/Kg, e di 0,26 euro sul massimo, oggi a 4,70 euro/Kg. Bollettino olandese calato di 0,32 euro e oggi a 4,34 euro/Kg, bollettino francese, fantastico, sempre fermo a 4,90 euro/Kg. Non c’è molta domanda, ma comunque ci sono offerte intorno ai 4,00 euro/Kg per consegne a gennaio. Gli Stati Uniti in ottobre hanno esportato il 26,5% in meno, 2.070 Tons, di burro rispetto all’ottobre 2016 e il 146% in più di butteroil, con 1.444 Tons. Le importazioni statunitensi di burro, in ottobre, sono aumentate del 4,6%, 2.665 Tons, rispetto all’ottobre 2016, e del 15,5% genn-ott 2017/genn-ott 2016. Gran parte del burro importato proviene da Irlanda, 63,3%, Germania, 9% e Francia, 7,3%.

– Mercato del latte in polvere sempre depresso, con ribassi su tutti e tre i principali bollettini. Continua la neverending story della merce all’intervento, che ha ricevuto offerte di acquisto per 13.472 ton ad un prezzo compreso tra 801 e 1.300 euro/ton, ma la Commissione le ha rifiutate. La gran parte delle offerte d’ acquisto, 7.238 ton, era compresa tra 1.050 e 1.150 euro/Tons.
Essendo però il prezzo per la merce per uso zootecnico a 1.350 euro/Tons la Commissione ha ritenuto fosse il caso di rifiutare tutte le offerte d’ acquisto ricevute. È stato comunque deciso di aumentare la quantità in vendita, oggi 21.780 ton, mettendo a disposizione non solo la merce entrata in stoccaggio prima del 1° novembre 2015 ma anche quella stoccata entro il 1° Aprile 2016, quindi per un totale di 102.900 Tons. Per questo motivo la frequenza per le aggiudicazioni della merce all’intervento tornerà a due volte al mese e non una com’è adesso. Probabilmente al primo consiglio, che dovrebbe tenersi a inizio gennaio, verrà presa una decisione se modificare il sistema di acquisto. Sicuramente le 380mila ton in stoccaggio influenzano negativamente il mercato, con offerte che continuano a diminuire, in ordine ai prezzi, malgrado le esportazioni verso Paesi terzi al momento stiano andando bene. In ottobre, rispetto all’ottobre 2016, le esportazioni statunitensi di Smp sono diminuite del 32,9%, 51.364 ton, e di Wmp del 30,6%, 1.417 ton. Nel primo semestre 2017 però le esportazioni di Smp sono state importanti. I principali mercati sono Messico e Filippine.

– Bollettini del siero in polvere con quotazioni in diminuzione sul bollettino tedesco, stabile su quello francese e in leggero aumento su quello olandese. Sembra però esserci un po’ più di ottimismo sul mercato.

– Quotazioni medie dei bollettini europei dei formaggi in continuo calo: edamer a 3,25 euro/Kg, gouda a 3,36 euro/Kg, emmentaler a 4,45 euro/Kg e cheddar a 3,25 euro/Kg. In Italia, quotazioni in aumento di 0,05 euro per il parmigiano reggiano a Modena e Mantova, e di 0,10 euro per il pecorino romano a Milano; in calo di 0,05 euro per il grana padano a Cremona. Nel 2017, la produzione di latte statunitense è cresciuta considerevolmente e grandi quantitativi della raccolta sono stati destinati alla caseificazione. Nell’ottobre 2017, gli Stati Uniti hanno esportato 27.181 Tons di formaggio, +8,7% rispetto all’ottobre 2016, e nei primi 10 mesi dell’anno hanno esportato il 21,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2016. I principali mercati dei formaggi statunitensi sono il Messico, 28,2%, la Corea del Sud, 15,8% e il Giappone, 10%. Gli Stati Uniti sono molto in competizione con la UE ed entrambi hanno grandi quantitativi di formaggio disponibili per l’export, ma negli ultimi mesi il dollaro debole ha facilitato le esportazioni statunitensi. Gli Stati Uniti in ottobre hanno importato formaggi per lo 0,2% in meno rispetto all’ottobre 2016, con 18.639 Tons, mentre tra gennaio e ottobre 2017 le importazioni sono calate del 9,7% rispetto allo stesso periodo del 2016. I formaggi europei rappresentano circa il 70% delle importazioni.

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