Milano – Nei primi mesi del 2026 il Largo consumo confezionato (Lcc) rallenta rispetto al 2025, registrando una crescita a valore del +1,6% e volumi in aumento dello +0,6% (dati al 19 aprile), riporta un’analisi di Circana. Nonostante il contesto complesso, il settore continua a svolgere una funzione di contenimento dei prezzi: i listini crescono infatti solo dello +0,5%, contro il +2,2% del carrello della spesa rilevato dall’Istat.
L’alimentare resta il principale motore del mercato, trainato soprattutto dai prodotti freschi e, in misura minore, dai surgelati. Più deboli invece i trend di cura casa, cura persona e bevande. Tra marzo e aprile la crescita si è temporaneamente azzerata, influenzata dagli acquisti di scorta legati alle tensioni geopolitiche e dall’effetto della Pasqua anticipata.
Sul fronte distributivo, i supermercati sotto i 2.500 mq sostengono lo sviluppo del comparto, mentre i discount mostrano una frenata con una lieve perdita di quota. Anche la Marca del distributore rallenta dopo il forte 2025, pur continuando a rappresentare uno strumento importante per la tutela del potere d’acquisto. Cresce inoltre la pressione promozionale, ma con un’efficacia in calo: oltre metà delle categorie presenta infatti situazioni di inefficienza, segno che aumentare le promozioni non basta a sostenere i volumi.
Per la seconda parte dell’anno, Circana individua tre possibili scenari. Nel primo, ‘Difesa dei margini’, i prezzi salirebbero del 3,2%, con promozioni limitate: i volumi calerebbero dello 0,6%, mentre il valore crescerebbe dell’1,2%. Nel secondo, ‘Salvaguardia dei volumi’, prezzi più contenuti (+2,4%) e maggiore attività promozionale favorirebbero una crescita dei volumi dello 0,5% e del valore del 2%. Infine, lo ‘Scenario inflattivo critico’ prevede prezzi in aumento del 5%, promozioni stabili e una contrazione dei volumi dell’1,4%, con vendite a valore in crescita del 2,5% soprattutto per effetto dell’inflazione.
(FR)