Raggiunto un accordo sul prezzo del latte nel Lazio

2026-07-09T16:33:30+02:009 Luglio 2026 - 16:33|Categorie: Formaggi|

Roma – Fattoria Latte Sano, azienda romana di trasformazione, ha fatto sapere che nella giornata di ieri è stato raggiunto un accordo sul prezzo del latte nel Lazio, grazie ai lavori svolti in seno al tavolo regionale. Si legge in una nota diffusa da Fattoria Latte Sano: “Le parti, nonostante i contratti di fornitura fossero già stati definiti da tempo, hanno individuato un punto di equilibrio per i mesi di maggio e giugno 2026, fissando il prezzo base (esclusi premi, qualità e Iva) a € 0,48/litro su latte contrattualizzato per tutti i produttori della regione, siano essi soci delle Cooperative o allevatori conferenti in forma diretta. E questo grazie al costante lavoro svolto in questi mesi dall’assessore all’agricoltura Giancarlo Righini e dal suo staff, che hanno affrontato con decisione la crisi che ha colpito il settore produttivo del latte bovino. Ancora una volta l’Assessorato è riuscito a coinvolgere tutti gli attori in modo proattivo e determinato, affinché il tavolo operasse nell’interesse dell’intera zootecnia regionale”.

Dieci giorni fa, a questo proposito, era scoppiata una polemica proprio tra Fattoria Latte Sano e Coldiretti Lazio, che chiedeva di tenere conto di un differenziale territoriale rispetto all’accordo nazionale raggiunto presso il Masaf pochi giorni prima.

L’associazione agricola ha accolto dunque l’accordo di ieri con soddisfazione, dichiarando in un post sulla propria pagina Facebook ufficiale: “L’intesa accoglie le richieste avanzate da Coldiretti Lazio, con il riconoscimento del differenziale territoriale legato ai maggiori costi sostenuti dagli allevatori della nostra regione. Un risultato importante, che offre un riferimento condiviso in una fase particolarmente delicata per il comparto lattiero-caseario laziale”.

Fattoria Latte Sano ha però precisato in una nota: “Il prezzo di 0,48 €/litro non rappresenta alcun ‘differenziale territoriale’ riconosciuto su proposta di Coldiretti (e cioè un prezzo definito in base alle differenze strutturali delle filiere produttive, diverse da regione a regione) né è frutto del lavoro svolto da tale organizzazione”. “L’intesa”, aggiunge, “è stata raggiunta infatti grazie a un tavolo regionale che, unico valido strumento di confronto, ha fatto in modo di mettere d’accordo tutte le parti in causa. Ma anche al senso di responsabilità delle industrie di trasformazione che hanno accettato di sostenere costi più elevati rispetto alla media nazionale, addirittura superiori, nella media, alle richieste di Granieri”.

(ET)

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