Roma – L’entrata in vigore dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur apre nuove opportunità per le imprese esportatrici, ma per beneficiare della progressiva riduzione dei dazi sarà fondamentale una corretta pianificazione. È quanto evidenzia Confindustria in una guida operativa dedicata alle aziende, con particolare attenzione anche alle Pmi.
Come riporta Il Sole 24 Ore, l’obiettivo è aiutare le imprese a utilizzare correttamente gli strumenti previsti dall’accordo, a partire dalla certificazione dell’origine preferenziale delle merci, requisito indispensabile per accedere alle agevolazioni tariffarie, e dalla gestione del cosiddetto duty drawback, che consente, nei casi previsti, il rimborso dei dazi pagati su materie prime extra-Ue impiegate nella produzione.
Tra i comparti che beneficeranno della progressiva eliminazione delle tariffe figurano macchinari (dazi fino al 20%, azzerati in 10 anni), tessile, abbigliamento e calzature (fino al 35%, in 4-8 anni), vini (fino al 35%, in 4 anni), prodotti farmaceutici (fino al 14%) e veicoli (fino al 35%, in 15 anni). Per ottenere i vantaggi sarà però necessario rispettare rigorosamente le regole sull’origine preferenziale delle merci, la classificazione doganale e le procedure di trasporto.
Secondo Barbara Cimmino, vicepresidente di Confindustria per l’Export e l’attrazione degli investimenti, l’accordo rappresenta “un passaggio strategico per rafforzare la presenza delle imprese italiane” nei mercati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. In quest’ottica, dal 7 all’11 settembre Confindustria guiderà una missione imprenditoriale in Argentina e Brasile per favorire nuove collaborazioni commerciali e industriali.
(SP)