Avito dura su sospensione caccia al cinghiale in Toscana: “Condanna a morte per produzioni vitivinicole”

2019-05-21T12:12:44+02:0021 Maggio 2019 - 12:10|Categorie: Vini|Tag: , , , , , , |

Firenze – Avito, associazione che riunisce i consorzi di produttori di vino della Toscana, si scaglia contro la decisione del Tar della Toscana di sospendere in via cautelare la caccia in braccata al cinghiale. “Di fatto una condanna a morte per tante produzioni vitivinicole della Toscana e quindi per tante aziende che sulle viti e sul vino di qualità hanno fatto investimenti cospicui”, attacca il presidente Luca Sanjust, a nome di oltre 5 mila imprese che rappresentano un fatturato stimato di circa un miliardo di euro. “È evidente che si tratta di una mazzata durissima per tutti noi, perché ci lascia indifesi di fronte a una situazione oramai ingestibile in cui l’aumento sproporzionato e incontrollato degli ungulati ha completamente rovesciato qualsiasi principio di equilibrio naturale”. Il numero uno di Avito, poi, chiosa duramente: “I primi a pagare i conti di questa deriva falsamente ambientalista saranno proprio coloro che, come noi viticultori, sulla qualità dell’ambiente hanno fatto una scommessa imprenditoriale e di vita. Ci auguriamo che qualcuno, quando anche il settore del vino sarà messo in ginocchio, non venga da noi a piangere false lacrime di coccodrillo. O si interviene oggi, qui e ora, o è preferibile che chi ha responsabilità di governo della cosa pubblica, taccia e lo faccia per sempre”.

In foto, Luca Sanjust, presidente Avito.

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