Milano – Ghana e Costa d’Avorio rilanciano la ‘Côte d’Ivoire–Ghana Cocoa Initiative’, un progetto avviato quasi dieci anni fa con l’obiettivo di tutelare la filiera e che oggi serve a rafforzare il controllo sul mercato globale della materia prima, contenere la volatilità dei prezzi e proteggere i redditi agricoli. Come si legge su Il Sole 24 Ore, i due Paesi dell’Africa occidentale – che insieme rappresentano almeno il 60% della produzione mondiale di cacao – hanno annunciato infatti una collaborazione più stretta per la campagna 2026-2027, prevedendo l’armonizzazione dei prezzi di vendita e dei calendari di raccolta.
Il rilancio del progetto arriva dopo due anni caratterizzati da forti oscillazioni dei prezzi: dai massimi superiori a 12mila dollari per tonnellata registrati nel 2024 ai minimi di circa 3mila dollari toccati nel febbraio 2026. Attualmente le quotazioni si attestano intorno a 4.650 dollari per tonnellata. Come spiega il quotidiano, questa instabilità del mercato ha avuto pesanti ripercussioni sui produttori: a marzo la Costa d’Avorio ha ridotto del 57% il prezzo riconosciuto agli agricoltori, mentre il Ghana ha tagliato il proprio prezzo alla produzione di quasi il 29%. Una situazione che ha favorito fenomeni come il contrabbando transfrontaliero delle fave e l’abbandono delle coltivazioni a favore di attività più redditizie, tra cui l’estrazione abusiva di oro.