Roma – La filiera brassicola italiana conferma il proprio peso economico, pur in un contesto caratterizzato da consumi deboli e cambiamenti nelle abitudini di acquisto. È quanto emerge dall’Annual Report 2025 presentato da AssoBirra durante l’evento ‘Birra, un ecosistema per la crescita’, svoltosi a Roma il 23 giugno.
Nel 2025 i consumi di birra in Italia si sono attestati a 21,2 milioni di ettolitri, in calo del 2,5% rispetto all’anno precedente ma ancora superiori ai livelli pre-pandemia. La produzione nazionale ha raggiunto 16,8 milioni di ettolitri (-2,5%), mentre il consumo pro capite si è attestato a 35,9 litri contro i 36,8 litri del 2024.
Tra i segnali più significativi spicca la crescita delle birre low e no alcol, che hanno aumentato la propria incidenza sul mercato passando dal 2,1% del 2024 al 3,9% del 2025, con un incremento superiore all’85%.
Secondo AssoBirra, la filiera brassicola genera oltre 10 miliardi di euro di valore condiviso e sostiene più di 112mila posti di lavoro lungo l’intera catena del valore. Permangono tuttavia alcune criticità, tra cui la frenata del canale Horeca (-5,2% rispetto al 2024), il rallentamento della domanda e la crescente pressione competitiva delle produzioni estere.
“Il comparto birrario italiano sta attraversando una fase di resilienza in uno scenario economico complesso”, ha dichiarato Federico Sannella, presidente di AssoBirra, “per continuare a crescere, oggi serve un salto di qualità collettivo: fare sistema, rafforzare la filiera, sostenere il rilancio dell’Horeca, accompagnare gli investimenti in innovazione e sostenibilità e creare un quadro più favorevole alla competitività delle imprese”.
(SP)