Dopo 14 sedute consecutive contrassegnate da un calo costante di 4 centesimi a seduta, il -3 con cui ieri allevatori e macelli hanno firmato il bollettino ufficiale è un timido segnale di rallentamento. Il crollo della quotazione del maiale, comunque, vale un -25,6% da quel 25 settembre in cui la parte agricola era riuscita a strappare il record annuale (2,203 euro/kg). Si tratta di una velocità di crociera che inizia ad assomigliare a quella dell’anno scorso in questo periodo, quando il suino calava di circa 3 centesimi a seduta. A inizio 2025 l’atterraggio era stato a 1,765 euro/kg, dopo 20 settimane con una perdita complessiva del 26,1%. Quest’autunno il calo è partito un mese prima, ma l’impressione è che durerà altri due mesi almeno. In questo caso, si potrebbe anche arrivare a un delisting di altri 20 centesimi circa, con un minimo previsto attorno agli 1,45 euro/kg (è dal giugno 2021 che il suino non scende sotto gli 1,50 euro/kg). Oggi i prezzi di riferimento sono quindi 1,64 euro/kg per il pesante Dop, 1,58 euro/kg per il Dop inferiore ai 160 kg e 1,50 euro/kg per il non tutelato più costoso.
Cun 15 gennaio. Primi segni di rallentamento: il suino vivo perde ‘soli’ 3 centesimi (1,64 euro/kg). Dove si fermerà?
federico2026-01-16T10:11:09+01:0016 Gennaio 2026 - 10:11|Categorie: Carni, Salumi|Tag: Cun suino vivo|
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