Reggio Emilia – Nella battaglia contro l’etichetta ‘a semaforo’, il governo italiano ha suggerito a novembre (leggi qui) un sistema alternativo ‘a batteria’, che prende in esame il contenuto degli alimenti e la loro incidenza in una dieta. Ma il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano si pronuncia contro anche questa alternativa, che può essere adottata su base volontaria. “Il Parmigiano Reggiano, così come le altre indicazioni geografiche, non ha bisogno di un logo ulteriore per imporsi per il suo valore. Inserire le eccellenze dell’agroalimentare italiano in qualsiasi sistema nutrizionale facoltativo significa banalizzarle, creare confusione nella testa del consumatore, vanificando lo sforzo del consorzio che si batte per evidenziare la specificità della Dop”, spiega Nicola Bertinelli (in foto), presidente del Consorzio, in una nota. “Il Parmigiano Reggiano non è una commodity: è un prodotto ad alto valore aggiunto, riconosciuto dai consumatori e dai nutrizionisti come formaggio dagli altissimi valori nutrizionali, ricco di proteine, vitamine, sali minerali. Non abbiamo bisogno di un logo in etichetta che rassicuri il consumatore. Il principio dell’esclusione deve essere pertanto ribadito nel decreto nazionale sul sistema a batteria, così che lo si riesca a far valere secondo il principio di mutuo riconoscimento anche verso quei Paesi che applicano il Nutriscore”.
Etichetta ‘a batteria’: il ‘no’ di Parmigiano Reggiano
RepartoGrafico2023-06-16T09:38:30+02:0017 Gennaio 2020 - 09:46|Categorie: Formaggi|Tag: consorzio parmigiano reggiano, etichetta a batteria, nutriscore|
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