Varsavia – L’influenza aviaria torna a pesare sul settore avicolo polacco, mettendo a rischio produzione ed export nei prossimi mesi. Dall’inizio del 2026 il Paese ha registrato decine di focolai, con effetti diretti sulle principali aree produttive e sull’intera filiera. Le misure di contenimento – abbattimenti e protocolli di biosicurezza – hanno già inciso sulla consistenza degli allevamenti. Secondo le stime del settore, la popolazione di galline ovaiole è diminuita di circa 7,5 milioni di capi rispetto all’autunno 2025, pari a un calo del 15%.
Sul fronte commerciale, le prime restrizioni sono scattate a marzo 2026, con limitazioni alle esportazioni di uova da alcune aree verso Paesi come Macedonia del Nord, Bosnia-Erzegovina e Kirghizistan. L’impatto è contenuto, ma il quadro resta delicato: tra il 35% e il 45% della produzione polacca di uova è destinato ai mercati esteri, rendendo l’export un pilastro fondamentale per il comparto.
A complicare ulteriormente la situazione è la crescente concorrenza internazionale, in particolare da parte di fornitori extra-UE come Ucraina, Turchia e Brasile, sempre più competitivi sul fronte dei prezzi.