Pasta: sanzionabili le etichette alimentari incomplete sull’origine dei prodotti. La decisione della Corte di Giustizia Ue

2026-05-20T10:28:25+02:0020 Maggio 2026 - 10:28|Categorie: Grocery|

Milano – La Corte di Giustizia dell’Unione Europea rafforza il diritto dei consumatori a informazioni chiare, corrette e complete sull’origine dei prodotti alimentari. Con la sentenza del 30 aprile 2026 (causa C-301/25), relativa al caso Lidl Italia, i giudici stabiliscono che anche informazioni non false ma incomplete o potenzialmente fuorvianti possono costituire pratica commerciale sleale e quindi essere sanzionate.

Nello specifico, il caso riguardava confezioni di pasta sulle quali veniva enfatizzata l’italianità del prodotto e la molitura del grano in Italia, senza però indicare con pari evidenza che la materia prima proveniva anche da Paesi Ue ed extra Ue. Secondo la Corte, questa modalità comunicativa può indurre il consumatore a ritenere erroneamente che il grano sia interamente italiano.

La decisione chiarisce che, in ambito alimentare, non è sufficiente che le informazioni non siano false: devono anche essere complete, trasparenti e facilmente comprensibili. Anche omissioni rilevanti possono quindi risultare ingannevoli. La Corte ribadisce inoltre la complementarità tra la normativa sulle pratiche commerciali sleali e quella sull’informazione alimentare, entrambe finalizzate a garantire scelte di acquisto consapevoli e a evitare che strategie di marketing possano alterare la percezione dell’origine e della qualità dei prodotti.

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