Bruxelles – Nella tarda serata di ieri, la presidenza maltese della Ue e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo preliminare sulla revisione delle regole comunitarie esistenti riguardanti la produzione biologica e la sua etichettatura. A comunicare il via libera è una nota ufficiale del Consiglio europeo, che evidenzia come la regolamentazione fornisca maggiore uniformità, provvedendo a garantire uno sviluppo sostenibile del bio in Europa. L’accordo è stato raggiunto dopo tre anni d’intensi negoziati e sarà ora formalmente sostenuto dal Consiglio e dal Parlamento europeo. Grazie alle nuove regole verranno armonizzati e semplificati i regolamenti produttivi, con le numerose deroghe ed eccezioni del passato che saranno superate. Si punterà, innanzitutto, su misure preventive per migliorare il sistema dei controlli e saranno introdotte verifiche sui retailer. Previsti, inoltre, lo sviluppo di nuovi accordi con Paesi terzi, per ampliare il mercato dell’export comunitario ma anche promuovere una maggiore sinergia per stabilire se i prodotti d’importazione siano realmente conformi agli standard Ue. Sarà anche allargato lo spettro delle referenze coperte da certificazione bio e si avrà un più uniforme approccio sul tema dei pesticidi. Infine, è sancita una deroga sulla possibilità di produrre biologico all’interno di serre: gli agricoltori di Danimarca, Svezia e Finlandia impegnati in questo tipo di coltivazioni saranno autorizzati a continuare la pratica per 10 anni, nel frattempo la Commissione provvederà a definirne la compatibilità con i principi della produzione del bio e, sulla base dei risultati dell’analisi, sarà provveduto a presentare un’eventuale proposta di regolamentazione in merito. La nuova legislazione sarà ora sottoposta al voto del Parlamento europeo per una prima approvazione e del Consiglio per l’adozione definitiva. La regolamentazione è previsto entri in vigore a far data dal 1° luglio 2020.
Riforma comunitaria del biologico: c’è l’accordo dopo tre anni di negoziati
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