Granada (Spagna) – Dal 28 al 30 aprile si è tenuto a Granada il XIII Congreso Mundial del Jamòn cui ha partecipato, per la prima volta, anche il Consorzio del Prosciutto di San Daniele.
Presenti i rappresentanti di diverse associazioni del settore del prosciutto stagionato di Giappone, Italia e Spagna — tra cui l’Associazione Giapponese del Prosciutto Stagionato (Jcha), l’Associazione degli industriali delle carni e dei salumi (Assica), il Consorzio del Prosciutto di San Daniele, l’Istituto Internazionale del Prosciutto (Interham), l’Associazione Interprofessionale del Suino Iberico (Asici) e l’Interprofessionale Agroalimentare del Suino a Capa Bianca (Interporc) — che hanno sottoscritto una dichiarazione per rivendicare lo stato attuale delle conoscenze scientifiche e tecnologiche applicate al processo di stagionatura del prosciutto, si legge sul sito dell’Aise.
Il riferimento è soprattutto alla Peste suina: a partire da determinati periodi di maturazione, in particolare superiori a sei mesi, le condizioni fisico-chimiche del prodotto (attività dell’acqua, contenuto di sale, pH e tempo) garantiscono l’inattivazione del virus.
L’obiettivo della partecipazione, spiega il Consorzio, è quello di rafforzare la fiducia nella sicurezza del prosciutto stagionato, nonché promuovere decisioni regolatorie basate sulle evidenze scientifiche disponibili. Ciascuno dei rappresentanti si è impegnato a presentare la dichiarazione ai rispettivi governi e autorità competenti, con l’obiettivo di promuovere una corretta comprensione del rischio associato alla Psa e a favorire decisioni basate sulle evidenze.