La prevista risalita del prezzo del suino italiano sarà frenata anche da una situazione europea che, Spagna esclusa, tende a un chiaro ribasso. È di pochi minuti fa la notizia, anticipata come sempre da Aib Press, che la Vezg tedesca calerà di altri 10 centesimi la quotazione della carcassa, tornando agli 1,50 euro/kg di metà febbraio, e puntando pericolosamente al record negativo degli ultimi 4 anni, quel 1,45 euro/kg verificatosi a inizio 2026. La decisione di inserisce in un contesto la cui tendenza è molto chiara: settimana scorsa, infatti, anche il Belgio ha abbassato il prezzo della carcassa (di 4 centesimi, 1,43 euro/kg, BPG) e del vivo (di 3 cent, 1,18 euro/kg, Danis). L’unica eccezione è data dalla Spagna, che con i +2 centesimi di settimana scorsa è riuscita a riportare il vivo sulla quotazione di metà novembre (1,31 euro/kg, Mercolleida).
Ma è soprattutto sui tagli che la carne suina europea farà concorrenza spietata ai macelli italiani. A inizio settimana, l’Olanda ha tolto altri 5 centesimi alle cosce (-27 da fine aprile), -6/-8 sulle coppe (che mitigano i +18/+19 strappati a inizio maggio), -3 sulle spalle (-18 da fine aprile), -2 sul lardo, -2 sul guanciale e -2 sui ritagli. In Belgio, perdono 4 centesimi costine e garetti, 3 le spalle e i lardi di prima e di seconda categoria, 2 i lardi di terza, le coppe e il fegato, 1 le pancette