Broni (Pv) – In un’intervista rilasciata al quotidiano La Provincia Pavese, Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia, parla della situazione della cantina Terre d’Oltrepò, travolta dal recente scandalo del vino falsificato. Da poco entrato a far parte del Cda con un ruolo di garante, Prandini non usa giri di parole: “D’ora in poi, qualunque decisione sarà presa la comunicheremo immediatamente alle autorità competenti, a partire dalla magistratura. Si cambia registro, si punta sulla trasparenza”. E spiega da dove partirà il rilancio di Terre d’Oltrepò: “Garantire al massimo la qualità del prodotto, tutelando la filiera a partire dalla vigna. […] Se cresce la qualità, il mercato ci insegna che cresce anche il reddito dell’agricoltore. I tempi sono cambiati rispetto a prima”. E la strategia che sarà adottata è delineata di conseguenza. “Si imbottiglierà di più”, spiega Prandini. “Dovremo rafforzare il marchio in un contesto di espansione commerciale. Più uva resta in Cantina e finisce nelle nostre bottiglie, più cresce l’immagine e quindi la forza sul piano esterno”.
Terre d’Oltrepò, Prandini: “Si cambia registro, si punta sulla trasparenza”
RepartoGrafico2015-08-11T09:05:24+01:0011 Agosto 2015 - 09:03|Categorie: Vini|Tag: Broni, Casteggio, frode, sequestro, sofisticazione, Terre d’Oltrepò|
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