Roma – I prezzi mondiali dello zucchero di canna hanno registrato un rialzo a maggio, sostenuti dai timori sul futuro equilibrio tra domanda e offerta. Secondo i dati della Fao, l’organizzazione delle nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura, l’indice internazionale dei prezzi dello zucchero è salito del +7,5% nel mese, raggiungendo quota 95,1 punti, il livello più alto dall’ottobre 2025. Rispetto a maggio dello scorso anno, tuttavia, i prezzi restano ancora inferiori del 13,1%.
Il recupero arriva dopo mesi caratterizzati da quotazioni in calo, dovute soprattutto alle aspettative di ampia disponibilità sul mercato internazionale: l’aumento della produzione in alcune aree chiave, le buone prospettive per i raccolti e le pressioni legate a scorte elevate avevano spinto gli operatori a rivedere al ribasso le previsioni sui prezzi.
A maggio, però, il sentiment è cambiato. A spingere il mercato sono state soprattutto le preoccupazioni per una possibile riduzione della disponibilità mondiale nei prossimi mesi. Gli operatori hanno guardato in particolare al Brasile, primo produttore ed esportatore globale, dove una quota crescente di canna da zucchero è stata destinata alla produzione di etanolo invece che allo zucchero. La maggiore redditività dei biocarburanti ha quindi rafforzato le aspettative di una minore offerta sul mercato internazionale, contribuendo al rialzo delle quotazioni. Il movimento è stato in parte frenato dall’aumento dei volumi di lavorazione della canna nella seconda metà di aprile, che ha favorito un recupero della produzione di zucchero.
Sul fronte dell’offerta futura, restano le incognite legate al clima. La Fao ha evidenziato i rischi derivanti dal fenomeno El Niño per i raccolti di canna in India e Thailandia, due importanti esportatori mondiali. Eventuali condizioni meteorologiche avverse nella stagione 2026/27 potrebbero ridurre la produzione e limitare i flussi di export, mantenendo alta l’attenzione degli operatori sul mercato globale dello zucchero. (ML)