• Eataly, lo store di Milano festeggia i 10 anni. L’Ad Cipolloni: “Italia in grandissimo recupero di redditività”

Cipolloni lascia Eataly. Luci e ombre

2026-05-04T11:09:32+02:004 Maggio 2026 - 11:09|Categorie: in evidenza, Mercato, Retail|Tag: , |

Di Angelo Frigerio

Milano – Eataly annuncia l’uscita di Andrea Cipolloni dal ruolo di amministratore delegato, al termine di una “transizione programmata che coincide con la conclusione della prima fase della strategia di crescita del Gruppo”, si legge in una nota.

Cipolloni (ex Ceo di Autogrill) ha portato Eataly ad aumentare i ricavi da circa 450 milioni di euro a oltre 700 milioni nel 2025. In questi anni il Gruppo ha ampliato la propria presenza internazionale con più di 20 nuove aperture, raggiungendo 69 punti vendita nel mondo.

Nel 2025 il gruppo ha varato un aumento di capitale pari a 75 milioni di euro, da erogarsi in due tranche. Con l’uscita dell’Ad, è stato nominato direttore generale per l’Europa Gabriele Belsito, membro del Comitato esecutivo italiano. E’ aperta la ricerca di un amministratore delegato incaricato di seguire la crescita negli Stati Uniti d’America, un’area che nel 2025 rappresenta oltre il 60% del fatturato di Eataly.

Ci sono luci e ombre sull’operato di Cipolloni. I dati di bilancio sono fermi al 2024. In Italia dopo annate in rosso, con perdite (dal 2020 al 2023) intorno al 117 milioni di euro, nel 2024 c’è stata la svolta. Il fatturato si è attestato intorno ai 215 milioni di euro con, finalmente, un utile di 1.737.867.

A livello globale, non essendo stato pubblicato il bilancio 2025, ci limitiamo a riportare il dato di Tamburi Investment – partner di Eataly – che, in una lettera agli azionisti, parla di un fatturato globale di 706 milioni di euro, una crescita dei ricavi del 3,3% rispetto all’anno precedente, un Ebitda del 5,8% ma un indebitamento di 142 milioni di euro.

Che dire dunque della gestione Cipolloni?  Il manager era alla guida del gruppo dal dicembre 2022, a seguito dell’ingresso di Investindustrial. Il fondo di Andrea Bonomi aveva acquistato una parte delle quote di Eatinvest (famiglia Farinetti) e del gruppo Baffigo-Miroglio, diventando azionista di maggioranza con il 52%. Obiettivo dichiarato: accelerare sull’internazionalizzazione. E in più, con l’accordo “è stato anche azzerato l’indebitamento dell’azienda”, si leggeva in una nota del fondo d’investimento. In soldoni, l’aumento di capitale era stato pari a 200 milioni di euro, a cui si aggiungeva l’acquisto di azioni per 140 milioni.

Se il risanamento in Italia, con chiusure varie fra cui Verona, ha portato a buoni risultati, non così a livello globale. Nel 2024 il fatturato era di 684 milioni di euro con una perdita di 13,4 milioni di euro, mentre l’anno precedente la perdita era stata di 28 milioni di euro. Nulla si sa dei risultati, a livello di utili/perdite, del 2025. L’anno scorso il bilancio era stato approvato a fine marzo. Oggi non c’è ancora. Come mai?

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