Unione italiana vini: “Nei primi 12 mesi di dazi Usa persi oltre 340 milioni di euro di export”

2026-05-18T14:21:27+02:0018 Maggio 2026 - 14:21|Categorie: Vini|Tag: , , , , |

Roma – Nel primo bimestre 2026, il tendenziale a valore dell’export di vino italiano segna -13,3% (1,03 miliardi di euro), come rileva l’Istat. Una performance su cui pesa in modo decisivo la debacle negli Stati Uniti, primo mercato al mondo per il Belpaese con una quota export (pre-dazi) pari al 24% e un controvalore annuo delle spedizioni vicino ai 2 miliardi di euro.

È quanto segnala l’Osservatorio di Unione italiana vini, che a 12 mesi dall’istituzione delle tariffe aggiuntive (da aprile 2025 – fine marzo 2026) parla di un saldo tendenziale negativo del 17% a valore (l’equivalente di oltre 340 milioni di euro in meno), e del 9% a volume, il livello più basso da 10 anni.

Dati su cui pesa anche la decrescita “forzata” del prezzo medio, “con le imprese italiane costrette ad alleggerire il peso dei dazi sui consumatori tagliando i listini in media di quasi il 9%”, afferma Uiv. Nel complesso, nei 12 mesi considerati il valore dell’export verso gli Usa ha toccato quota 1,65 miliardi di euro (erano 1,99 mld nel pari periodo precedente il) con 1,05 miliardi per i fermi in bottiglia (-19%) e 588 milioni di euro per gli sparkling (-14%).

“In un contesto già reso difficile dal calo strutturale dei consumi in termini di volume – ha dichiarato il presidente di Unione Italiana Vini, Lamberto Frescobaldi –, i dazi e la conseguente svalutazione del dollaro hanno ulteriormente accentuato il ribasso su un mercato decisivo per il nostro vino. Ci aspettiamo una forte reazione della diplomazia europea per arrivare, nei prossimi mesi, alla stabilizzazione dei rapporti con gli Usa, anche attraverso la chiusura dell’accordo di Turnberry”. Il presidente invoca anche l’abbattimento delle barriere legislative tra i 27 Stati membri Ue “che impongono di fatto un dazio interno del 45% sui beni manifatturieri”.

Nel complesso, nel primo trimestre 2026 l’export verso i Paesi extra-Ue mostra un calo generale a valore del 12,5%. Oltre agli Usa, calano in doppia cifra UK (-11%) e Svizzera (-10%). Stabile la domanda canadese (+0,4%) e in forte recupero la Russia (+27%). +12% il Brasile, +6% il Giappone.

 

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