Roma – “L’Unione europea deve mettere in campo misure straordinarie per sostenere i settori produttivi colpiti dai rincari di energia e fertilizzanti, evitando di continuare a scaricare la crisi sugli Stati nazionali e, di conseguenza, su imprese e famiglie“, afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. L’aumento record dei principali input produttivi legato alle tensioni geopolitiche in seguito alla chiusura dello stretto di Hormuz, “è una conseguenza della scelta di delocalizzare le produzioni che rappresenta un gravissimo errore strategico che mina alle fondamenta la sovranità alimentare del Continente”.
Aggiunge il segretario generale dell’organizzazione, Vincenzo Gesmundo: “In un momento in cui tutte le altre potenze puntano decise su un rafforzamento della capacità di garantire gli approvvigionamenti, l’Europa prosegue nel fare scelte miopi. Ora è necessaria una rapida inversione di marcia da parte dell’esecutivo comunitario”.