Parma – In una lunga intervista ad Alimentando, Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere Parma, spiega come sarà Cibus 2027. Anticipiamo la prima domanda. Il resto dell’intervista sarà pubblicato venerdì con le newsletter del nostro gruppo editoriale.
Archiviato il grande successo di Tuttofood 2026, vi state preparando per l’edizione 2027 di Cibus. Ma in molti s’interrogano su come sarà questo nuovo evento di Fiere Parma. Per farla breve: i potenziali espositori hanno il timore di diventare ‘figli di un Dio minore’. C’è questo pericolo?
Angelo, con la citazione del capolavoro di Randa Haines, che ha emozionato la nostra generazione, mi offri un assist straordinario. Ti ricordo che l’Oscar non lo vinse il bellissimo e famosissimo William Hurt ma la bravissima e sconosciuta Marlee Matlin… Proprio la figlia di un Dio minore. Esattamente quello che è successo e succederà nella dialettica tra Tuttofood e Cibus. Entrambe le fiere beneficeranno della ‘relazione’ migliorandosi reciprocamente. Cibus è già fully booked e stiamo valutando se/come realizzare il padiglione temporaneo, come nel 2018, per accontentare una lista di attesa e di richieste di ampliamento che si allunga ogni giorno. Sull’incoming internazionale lavoriamo non solo con grande anticipo e a ‘risorse infinite’ ma anche su una base dati molto più ampia. Grazie a questa inerzia potremo finalmente dedicare un po’ di tempo a coccolare i buyer Italiani, retail e Horeca, per i quali stiamo preparando un ‘Vip Incoming Program’ dedicato. Il giusto riconoscimento per un paese che non è solo produzione ma anche distribuzione e ristorazione di eccellenza. Come le nostre imprese agroalimentari, Cibus ha fatto la sua partita partendo da posizioni di oggettivo svantaggio, rispetto ai principali competitor. Ma, alla fine, come loro, ha vinto. A volte essere figli di un Dio minore aiuta.