New York – Donnie King, presidente e ceo di Tyson Foods, ha affermato durante la BMO Capital Markets Global Farm to Market Conference, che l’azienda ormai considera l’inflazione come una condizione ‘persistente’, e che ha già incorporato questo scenario di crescita dei costi nelle previsioni per il 2026 e il 2027. A incidere sono soprattutto l’aumento dei prezzi energetici e dei carburanti, che rischiano di comprimere ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie e modificare le abitudini di consumo.
Per contrastare gli effetti dell’inflazione, Tyson Foods sta lavorando su più fronti. Da un lato l’azienda punta a recuperare efficienza lungo tutta la supply chain, riducendo sprechi e ottimizzando i processi produttivi nella divisione Prepared Foods. Dall’altro utilizza leve commerciali come pricing e promozioni per mantenere accessibili i prodotti ai consumatori.
Un ruolo centrale nella strategia è affidato anche all’analisi dei dati. Tyson Foods ha avviato un rafforzamento della raccolta di informazioni dirette sui consumatori per comprendere meglio gusti, abitudini e nuovi trend di acquisto. L’obiettivo è intercettare il pubblico più giovane, considerato meno coinvolto rispetto ai consumatori più maturi.
Da questa attività di analisi sono nate nuove referenze ad alto contenuto proteico lanciate con il brand Jimmy Dean nel segmento frozen food. La linea comprende bowl, sandwich e waffle pensati per rispondere alla domanda di prodotti pratici, nutrienti e ricchi di proteine.
Secondo il management, la combinazione tra innovazione di prodotto, efficientamento operativo e maggiore conoscenza del consumatore sta contribuendo a sostenere la crescita della divisione Prepared Foods, che ha registrato il secondo trimestre consecutivo di aumento dei volumi nonostante il contesto economico ancora complesso.