Spirits, consumi in calo del 10% dal 2019. AssoDistil punta sul bioetanolo per il rilancio del settore

2026-06-17T10:09:46+02:0017 Giugno 2026 - 10:09|Categorie: Beverage, Vini|Tag: , , , |

Roma – Nel corso dell’dell’80ª Assemblea annuale di AssoDistil, tenutasi il 16 giugno, sono stati presentati studi realizzati da Nomisma e dall’Osservatorio Distillati di Format Research.

Nel 2025 i consumi di bevande spiritose in Italia si sono attestati a circa 125 milioni di litri, con una flessione del 10% rispetto al 2019. I liquori si confermano la categoria principale del mercato italiano, con il 52% dei consumi, seguiti da rum (11%), grappa (10%), vodka (8%) e gin (7%). Nonostante la contrazione dei volumi, il comparto continua a beneficiare di una domanda orientata verso prodotti ed esperienze di maggiore qualità, e vede la crescita del fenomeno della mixology.

Sul fronte export, il settore mostra una crescente diversificazione geografica. Se nel 2019 i primi tre mercati di destinazione rappresentavano il 43% del valore delle esportazioni italiane di spirits, nel 2025 il peso degli altri mercati è salito al 60%. Tra le migliori performance spiccano Polonia (+227%), Croazia (+150%), Cina (+129%), Romania (+116%), Svezia (+111%), Irlanda (+107%) e Giappone (+100%).

Al centro dell’assemblea anche il tema del bioetanolo sostenibile, indicato da AssoDistil come una leva strategica per il futuro della distillazione italiana. Prodotto da scarti e sottoprodotti agroalimentari, il bioetanolo rappresenta una soluzione già disponibile per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti. Un’opportunità che interessa direttamente le distillerie italiane, già produttrici di etanolo ma costrette a destinare gran parte della produzione ai mercati esteri a causa della limitata domanda interna.

Secondo l’associazione, il percorso avviato dal decreto ministeriale del marzo 2023, che prevede una crescita progressiva delle quote di biobenzine fino al 5% entro il 2030, potrebbe generare una domanda pari a circa cinque volte l’attuale produzione nazionale di alcol destinabile a carburazione, con ricadute positive sull’intera filiera agricola e industriale, ma perché ciò accada il Governo dovrebbe fornire un quadro normativo stabile che consenta alle imprese di investire e cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica.

“Il bioetanolo è una concreta opportunità per la distillazione italiana”, ha dichiarato Antonio Emaldi, presidente di AssoDistil. “Perché questo potenziale possa tradursi in investimenti, crescita e occupazione è indispensabile garantire alle imprese regole stabili e una visione di lungo periodo”. (SP)

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