Roma – La filiera suinicola italiana si conferma uno dei comparti di riferimento dell’agroalimentare nazionale, grazie a una forte integrazione tra allevamento, trasformazione e produzioni di qualità. Secondo l’ultimo aggiornamento di settore a cura di Ismea, i salumi a Indicazione geografica rappresentano oltre il 23% del valore complessivo dei prodotti IG del segmento Food, confermando il loro peso strategico nel Made in Italy.
Nel 2025 il patrimonio suinicolo nazionale è rimasto sostanzialmente stabile, con quasi 7,8 milioni di capi, una consistenza che consente di coprire circa il 60% del fabbisogno interno di carne suina e preparazioni.
Positivi anche i dati sul commercio estero: le esportazioni hanno superato il valore record di 2,6 miliardi di euro, trainate soprattutto dai salumi, mentre il disavanzo della bilancia commerciale si è ridotto a 510 milioni di euro rispetto al 2024, a fronte di importazioni per 3,1 miliardi.
Lo scenario europeo resta favorevole, con la produzione di carne suina dell’Ue in crescita del 3,7% nel 2025 e del 2,7% nel primo trimestre 2026. Sui mercati internazionali l’Italia consolida inoltre la propria leadership nel segmento delle carni suine conservate, risultando primo fornitore negli Stati Uniti (80% della quota in valore), in Francia (49%) e in Germania (43%).
(SP)