I big del vino a Cortina: “Basta equipararci agli spirits”. La proposta di Antinori: “Tassiamoci per creare un fondo globale”

2026-07-14T11:22:25+02:0014 Luglio 2026 - 11:22|Categorie: in evidenza, Vini|Tag: , , , , |

Cortina d’Ampezzo – “Uno dei pericoli maggiori è la tendenza a equiparare il vino agli altri prodotti alcolici. Non è così, il vino ha una storia millenaria che accompagna la tavola e favorisce la convivialità, ha dei valori sociali e anche sanitari, poiché è dimostrato che il consumo moderato fa bene. Andrebbe spiegato tutto questo”. A lanciare il monito, ripreso dal Corriere, è Piero Antinori, presidente onorario di Marchesi Antinori, dal palco di VinoVip Cortina (12-13 luglio), la manifestazione organizzata da Civiltà del Bere.

È dello stesso parere il piemontese Angelo Gaja: “Il vino ha dentro di sé una forza straordinaria. Per il suo contenuto culturale non credo sia giusto tenerlo nello stesso bigoncio degli aperitivi e degli spiriti. Il vino contiene alcol che si produce per fermentazione in un processo spontaneo, negli aperitivi l’alcol si aggiunge ad acqua e coloranti. Per carità, io li rispetto, ma è ora di chiedere che il vino sia separato dagli spiriti”.

Nel corso dello stesso talk, che ha ospitato anche gli interventi di Fausto Maculan e Alessandro Torcoli, Piero Antinori ha proposto la creazione di un fondo internazionale destinato alla promozione e alla comunicazione del vino: “Nel mondo si producono 30 miliardi di bottiglie di vino, se si riuscisse a tassare anche una minima parte di questo ammontare potremmo creare un’azione di comunicazione del vino moderna, mirata per avvicinare i giovani. L’Oiv potrebbe farsi carico di una campagna del genere, credo che i produttori siano disponibili a destinare qualche centesimo per questo”.

 

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