Bologna – Il rapporto Nomisma ‘L’industria alimentare italiana oltre il Covid-19’, redatto per Centromarca e Ibc, è stato presentato ieri in streaming. Presenti Francesco Mutti, presidente di Centromarca e Alessandro D’Este, presidente Associazione industrie beni di consumo, moderati dall’europarlamentare Paolo De Castro. In chiusura è intervenuta anche Teresa Bellanova (titolare del Mipaaf). Tra i temi trattati dall’indagine, che ha coinvolto 200 aziende, Denis Pantini di Nomisma ha sottolineato che solo il 20% delle aziende prevede nel 2020 un incremento del fatturato in Italia e all’estero. Per il 15% sarà in linea con l’anno precedente, mentre per il 62% si chiuderà con una contrazione delle vendite (superiore al 15% per il 38% delle imprese). I dati sull’andamento del giro d’affari confermano la previsione: -9,5% ad aprile (sullo stesso mese 2019), -5,8% a maggio e -1,1% sia a giugno che a luglio. Mutti ha individuato tre driver per affrontare lo scenario attuale: competitività, riduzione della burocrazia e dimensione aziendale. Come ha notato D’Este, appena 49 aziende sviluppano il 52% dell’export e il 36% del fatturato. De Castro ha aggiunto che non è più l’epoca del ‘piccolo è bello’, al massimo del ‘piccolo e organizzato’, così da poter sfruttare tutte le opportunità presenti in Italia e in Europa per far crescere un settore strategico come l’agroalimentare.
Presentato il rapporto Nomisma ‘L’industria alimentare italiana oltre il Covid-19’
federico2020-09-24T17:26:35+02:0024 Settembre 2020 - 17:26|Categorie: Mercato|Tag: Centromarca, Ibc, nomisma|
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