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L’industria alimentare francese nel mirino del parlamento. Ania: “Siamo sotto processo”

Parigi (Francia) – Ania, l’associazione che rappresenta l’industria agroalimentare francese, critica con durezza il rapporto presentato e approvato la scorsa settimana dal Parlamento francese in cui si chiedono regolamentazioni più severe per “migliorare la qualità degli alimenti industriali”, come riporta un articolo pubblicato dal portale FoodNavigator. “Siamo sbalorditi dai toni usati”, commenta Ania, secondo cui la proposta “mette l’industria agroalimentare sotto ingiusto processo”, senza considerare gli sforzi compiuti fin ora. L’associazione sottolinea infatti che, negli ultimi 10 anni, i produttori francesi hanno ridotto del 20% la presenza di sale e del 30% quella di zucchero nei loro prodotti, limitando anche oli, grassi e additivi. Il Parlamento, dal canto suo, afferma invece che nonostante “alcuni progressi” le raccomandazioni fatte nel 2002 dall’agenzia nazionale per la sicurezza alimentare (Anses) riguardo al contenuto di sale non siano state rispettate. Mentre In merito agli additivi, al centro del nuovo pacchetto di misure, Ania commenta: “Non crediamo che la richiesta di ridurre a 48 [al momento sono 338, ndr] la lista di additivi autorizzati entro il 2025 sia realistica”.


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