Poznań (Polonia) – La Polonia e alcuni Paesi limitrofi dell’Unione Europea stanno affrontando una grave crisi di approvvigionamento di uova a causa di focolai di influenza aviaria e della malattia di Newcastle, che hanno colpito duramente il settore avicolo.
Secondo la National Chamber of Poultry and Feed Producers, la principale organizzazione di categoria polacca che riunisce gli operatori del settore avicolo e della mangimistica, tra ottobre 2025 e marzo 2026 sono state abbattute circa 7 milioni di galline ovaiole, a cui si sono aggiunte ulteriori perdite della stessa entità negli ultimi tre mesi, per un totale di circa 14 milioni di capi eliminati. La riduzione del patrimonio avicolo ha provocato un forte calo dell’offerta e un aumento significativo dei prezzi al consumo.
Per far fronte al deficit, la Polonia sta incrementando le importazioni da Paesi extra UE come Ucraina, Turchia e Brasile, oltre a sfruttare canali di rifornimento da Romania, Paesi Bassi e Belgio. Tuttavia, la disponibilità di pulcini e galline giovani resta insufficiente, rallentando il ripristino della capacità produttiva. Gli operatori del settore avvertono che il recupero sarà lungo: la domanda di animali da riproduzione supera di gran lunga l’offerta, rendendo difficile ricostituire rapidamente gli allevamenti.
A complicare ulteriormente il quadro contribuisce la decisione delle principali catene di distribuzione di eliminare dalle vendite le uova da galline allevate in gabbia, che in Polonia rappresentano circa il 60% della produzione. Secondo gli esperti, questa scelta ha amplificato la carenza di prodotto e fatto impennare i prezzi in un mercato già fortemente sotto pressione.
(SP)