Roma – La filiera avicola italiana chiude il 2025 con consumi e produzione in crescita, confermando il proprio ruolo strategico nell’agroalimentare nazionale. Secondo i dati diffusi da Unaitalia in occasione dell’assemblea annuale dei soci, il consumo pro capite di carni avicole ha raggiunto il massimo storico, attestandosi a 22,47 kg (+1,91% sul 2024), mentre la produzione nazionale è aumentata dell’1,73%.
Le carni bianche continuano a guadagnare spazio nelle abitudini alimentari degli italiani: oggi nove consumatori su dieci le acquistano e il comparto rappresenta il 44% degli acquisti complessivi di carne delle famiglie. A sostenere la crescita contribuisce anche l’elevato grado di autosufficienza produttiva della filiera, pari al 105,1%.
Positivo anche l’andamento del mercato delle uova che, secondo i dati Ismea citati da Unaitalia, registra un incremento del 15% a valore e del 7,4% a volume. I consumi raggiungono quota 234 uova pro capite, in crescita del 7,3% rispetto all’anno precedente.
Nel complesso, la filiera avicola italiana occupa circa 64mila addetti e genera un fatturato di 9,7 miliardi di euro, di questi, 6,2 miliardi derivano dal comparto delle carni avicole e 3,73 miliardi da quello delle uova.
“Le carni bianche e le uova confermano il proprio ruolo di alimenti nutrienti, accessibili e in grado di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori”, commenta il presidente di Unaitalia Antonio Forlini. Secondo il manager, i risultati italiani sono in linea con le tendenze internazionali che vedono le produzioni avicole destinate ad assorbire oltre la metà della crescita dei consumi mondiali di carne entro il 2030.
L’associazione sottolinea inoltre i progressi compiuti sul fronte della sostenibilità, con una riduzione del 96% dell’utilizzo di antibiotici negli allevamenti nell’ultimo decennio e una quota pari al 35% della produzione che risponde a standard di benessere animale superiori ai requisiti minimi previsti dalla normativa.
Pur in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni geopolitiche e volatilità dei costi delle materie prime, Unaitalia evidenzia la necessità di rafforzare la competitività e la resilienza delle filiere europee, tutelando al contempo il principio di reciprocità negli scambi commerciali con i Paesi extra-Ue.
(SP)