Food Industry Monitor (Pollenzo): l’alimentare italiano cresce del 3,3%, ma la redditività rallenta

2026-06-23T12:29:06+02:0023 Giugno 2026 - 12:16|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , |

Pollenzo (Cn) – Il settore alimentare italiano continua a crescere, ma fa i conti con una redditività sempre più sotto pressione. È quanto emerge dalla XII edizione del Food Industry Monitor, l’Osservatorio sulle performance e sui modelli di business delle aziende italiane del food realizzato dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in collaborazione con Ceresio Investors su un campione di oltre 820 aziende, per un fatturato aggregato di circa 85 miliardi di euro.

Nel 2025 i ricavi del comparto sono aumentati del 3,3%, in linea con l’andamento dell’economia nazionale ma al di sotto delle attese. Più preoccupante l’evoluzione dei margini: il ROS (return on sale) è sceso dal 6,6% al 4,6%, mentre il ROIC (return on invested capital) è passato dall’8,9% al 5,2%, a causa dell’aumento dei costi e della scelta di molte aziende di difendere quote di mercato e volumi di vendita.

Rallenta anche l’export. Dopo il +8,7% del 2024, le esportazioni food sono cresciute del 4,4% nel 2025, il dato più basso del periodo post-pandemico. Le prospettive restano però positive: per il biennio 2026-2027 l’Osservatorio prevede una crescita superiore al 7% annuo, “purché si arrivi a una composizione della crisi Usa-Iran entro la fine di giugno”, si legge in una nota. Tra i comparti con le migliori prospettive per il 2026 figurano farine (+5,9%), olio (+6,3%), caffè (+4,8%) e surgelati (+3,8%). Il vino dovrebbe crescere del 3,6%, trainato soprattutto dagli spumanti e dal Prosecco.

Dallo studio emerge inoltre il ruolo sempre più strategico della governance: le imprese con assetti più aperti e strutturati registrano livelli di redditività superiori, così come quelle caratterizzate da leadership condivise e da una maggiore presenza femminile ai vertici aziendali. Il settore food si conferma fortemente caratterizzato da una matrice familiare: le imprese familiari rappresentano il 70% del campione.

Carmine Garzia (foto), professore di management e responsabile scientifico del Food Industry Monitor, ha dichiarato: “Il 2025 è stato un anno in cui il settore del food è cresciuto meno delle attese, in un contesto caratterizzato da aumento dei costi energetici e contrazione dei consumi. Il comparto si conferma anticiclico, ma il quadro prospettico richiede un approccio prudente, soprattutto alla luce delle dinamiche inflattive e dell’incertezza dei mercati internazionali.”

Tra i protagonisti del convegno anche Albiera Antinori (Marchesi Antinori), Riccardo Illy (Polo del Gusto), Angelo Mastrolia (Newlat Group e Princes Group) e Oscar Farinetti, presidente dell’Associazione Amici dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

 

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