Roma – “C’è la fedeltà, che è quella anche dei cani, e poi c’è la lealtà, che si addice più agli uomini. Patuanelli è stato fedele a Conte e sleale con Draghi. È un bravo ragazzo, non è certo il peggiore dei 5 Stelle, ma è un pavido. Esegue, obbedisce, sta in riga”. Il giudizio è di Gregorio De Falco, uno dei tanti transfughi del movimento 5 Stelle, intervistato da Alessandro Trocino del Corriere della Sera. Descrive bene la situazione del ministro delle Politiche Agricole e Forestali che non ha votato la fiducia sul decreto aiuti del governo, giovedì scorso al Senato, insieme al gruppo dei 5 stelle. Un ministro dunque che ha sfiduciato sé stesso e causato, insieme alla truppa di Conte, una crisi di governo dalle conseguenze imprevedibili. A oggi non sappiamo cosa deciderà Draghi: rimetterà il mandato mettendo il turbo alle elezioni oppure proseguirà il suo cammino con un nucleo di pentastellati decisi a seguirlo? Un fatto è certo: Stefano Patuanelli è ormai un ex ministro. Potrebbe terminare in anticipo una carriera che non si può certo definire luminosa. Oppure, secondo voci di Palazzo, il suo ministero verrebbe acquisito ad interim dallo stesso Draghi. Game over. Appare più che mai attuale il nostro invito: “Torna a casa Stefy”.
E adesso Patuanelli che fa?
federico2022-07-18T08:52:47+02:0018 Luglio 2022 - 08:52|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: Mipaaf, Stefano Patuanelli|
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