Milano – Il mercato dei salumi soffre. Lo scorso anno il fatturato prodotto dalla Distribuzione moderna ammontava a circa 5,5 miliardi di euro con le vendite da banco taglio al 58% mentre quelle a libero servizio cubavano il 42%. I volumi sul variabile erano cresciuti dell’1,3%, con un fatturato in crescita del 3,6%. Il peso imposto invece aveva subito una piccola contrazione (-0,6%) con un fatturato in crescita del 3,7%. Nei primi due mesi dell’anno invece si registra una inversione di tendenza. Il mercato, complice l’aumento dei prezzi soffre, soprattutto nelle fasce alte (bresaola in primis). Il dato generale registra dunque un calo significativo. Unica eccezione i salamini che già lo scorso anno avevano fatto registrare una crescita a due cifre (+10% a valore, +5% a volume). Nei primi due mesi dell’anno i dati rilevati da Circana parlano di un +18% a valore e un +10% a volume. Quali i motivi di questo strano andamento? Probabilmente vanno ricercati nel cambiamento di abitudini dei consumatori che privilegiano l’aperitivo al pranzo o alla cena tradizionale. Così, accanto allo Spritz, un salamino ci sta proprio bene.
Effetto aperitivo sui salamini: +10% a valore, +4% a volume
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