Fertilizzanti: tra caro prezzi e stop all’urea dal 2028, a rischio i prezzi di pasta, pane e riso

2026-05-07T09:39:42+02:007 Maggio 2026 - 09:39|Categorie: Grocery, Mercato|

Milano – Le tensioni geopolitiche nello stretto di Hormuz e il nuovo quadro regolatorio europeo mettono sotto pressione il settore dei fertilizzanti. A preoccupare è soprattutto l’urea, tra i concimi più utilizzati in agricoltura e prodotta in larga parte in Medio Oriente: ad aprile i prezzi hanno registrato un aumento dell’80% rispetto allo stesso mese del 2024. Una dinamica che rischia di pesare sui costi delle principali colture primaverili ed estive, come mais, grano e riso, con possibili ripercussioni sui prezzi finali di pasta, pane e riso.

Sul fronte normativo, dal 1° gennaio 2028 in Italia potrebbe scattare il divieto dell’urea, in linea con gli obiettivi della direttiva Ue sulla qualità dell’aria. Tuttavia, un emendamento al Ddl Coltiva Italia, ora all’esame della Camera, potrebbe consentire l’utilizzo di prodotti innovativi a base di urea capaci di ridurre le emissioni.

Secondo Assofertilizzanti, l’Associazione dei produttori di fertilizzanti che fa parte di Federchimica, l’urea rappresenta solo lo 0,1% delle emissioni totali e l’1,3% di quelle agricole, ma resta essenziale per la produttività, soprattutto nel Bacino Padano. Uno studio Nomisma evidenzia che le alternative tradizionali potrebbero aumentare i costi fino al 30%, mentre soluzioni come urea trattata o interramento del prodotto limiterebbero l’impatto al +7%, mantenendo l’efficacia agronomica. Assofertilizzanti chiede quindi un approccio basato su innovazione e dati scientifici, evitando divieti indiscriminati che rischiano di penalizzare la competitività agricola italiana.

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