Bruxelles (Belgio) – Dal 12 agosto diventa applicabile nell’Unione europea il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Il cosiddetto Ppwr è destinato a modificare gli obblighi di produttori, importatori e distributori. Come spiega Repubblica Affari & Finanza, le aziende dovranno verificare la conformità dei packaging, ricostruirne la composizione e predisporre documentazione tecnica e dichiarazioni di conformità. Senza queste evidenze, gli imballaggi rischiano di non poter essere commercializzati nel mercato europeo.
Non cambieranno però immediatamente le confezioni presenti nei negozi. Dal 12 agosto scattano soprattutto nuovi adempimenti organizzativi e le restrizioni sui Pfas negli imballaggi alimentari. La norma entrerà in vigore senza alcun periodo transitorio per l’esaurimento delle scorte di imballaggi: tutti quelli immessi sul mercato dal 12 agosto 2026 dovranno essere conformi ai nuovi requisiti. Diversa la situazione per i prodotti alimentari già confezionati prima di tale data, che potranno continuare a essere commercializzati fino al naturale esaurimento delle scorte. Mentre etichette e pittogrammi armonizzati per la raccolta differenziata diventeranno obbligatori dal 2028. I principali divieti entreranno invece in vigore dal 2030 e riguarderanno, tra gli altri, alcune confezioni monouso per frutta e verdura sotto 1,5 chilogrammi, le monoporzioni di salse e condimenti e i flaconi in miniatura negli hotel.
La misura, spiega il quotidiano, interessa un settore che in Europa genera oltre 180 milioni di tonnellate di imballaggi l’anno, assorbendo circa il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzate. La difficoltà immediata per le imprese sarà quindi raccogliere dati dai fornitori, garantire la tracciabilità dei materiali e adeguare processi e sistemi informativi. “L’impatto sarà particolarmente rilevante per le Pmi, chiamate a sostenere nuovi costi e a rafforzare la governance della supply chain”.
(LV)