Arezzo – Finisce in Tribunale la ‘bufera’ scatenata lo scorso 29 giugno dalla conferenza stampa organizzata ad Arezzo dalle segreterie provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil con a tema la situazione occupazionale del gruppo Newlat. Che, per gli eventi verificatisi in seguito all’evanto, ha deciso di citare in giudizio le tre segreterie provinciali, nonché la presidente della Cgil, Susanna Camusso. Al termine della conferenza, infatti, l’agenzia di stampa parlò, erroneamente, di 300 esuberi per la sola Buitoni e il suo stabilimento a Sansepolcro (Ar). La notizia si è subito diffusa, con tutte le naturali conseguenze. Non hanno, invece, avuto la stessa rilevanza le due rettifiche, inviate dall’azienda, e passate attraverso altrettanti comunicati unitari di Fai, Flai e Uila. Da qui la citazione in sede civile presso il foro competente di Arezzo: la prima udienza è fissata per il 6 agosto. L’azienda chiede che vengano pubblicati avvisi a pagamento di rettifica su tutti i quotidiani che hanno riportato la falsa notizia. Tuttavia, si sta lavorando anche per quantificare i danni economici subiti. La diffusione della falsa notizia ha infatti scatenato un vero e propri effetto domino: banche, fornitori hanno contattato l’azienda per avere delucidazioni, diversi competitor sembra abbiano ‘colto la palla al balzo’.
Newlat/Buitoni cita in giudizio i sindacati e la presidente Camusso
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