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Riforma Ocm, l’Ue blinda i redditi dei produttori e blocca il meat sounding

2026-06-17T09:33:35+02:0017 Giugno 2026 - 09:33|Categorie: in evidenza, Mercato|Tag: , , , |

Strasburgo (Francia) – Svolta storica per il comparto primario europeo. Con una maggioranza schiacciante di 560 voti favorevoli, l’Europarlamento ha approvato in via definitiva la riforma del regolamento Ocm (Organizzazione comune dei mercati). L’obiettivo è scardinare gli squilibri strutturali della filiera agroalimentare e proteggere la marginalità degli agricoltori, pesantemente colpiti dalle speculazioni globali. Il pilastro del provvedimento impone agli Stati membri l’obbligo di pubblicare online parametri chiari sui costi reali di produzione. Di fatto, i contratti di fornitura non potranno più fissare prezzi inferiori a tali soglie, garantendo la sostenibilità economica delle aziende. Giro di vite anche sul marketing: i claim ‘equo‘ e ‘giusto‘ in etichetta saranno legati a severi vincoli di reale sviluppo rurale.

Per aumentare il potere contrattuale dei produttori, la riforma potenzia il ruolo delle Organizzazioni di produttori (Op), che diventano l’unico fulcro delle trattative collettive. Non solo: vengono introdotte sanzioni severe per impedire ai grandi acquirenti e alla Gdo di bypassare le Op per imporre accordi capestro ai singoli agricoltori.

Fronte caldissimo è quello del ‘meat sounding‘. L’Ue accoglie le istanze della zootecnia tradizionale: la parola ‘carne’ indicherà esclusivamente le parti edibili di animali. Banditi i nomi tradizionali (manzo, pollo, maiale) e i tagli specifici (bistecca, filetto, costine) per i prodotti vegetali o coltivati in laboratorio.

Infine, tutele ad hoc per il lattiero-caseario: scatta l’obbligo di contratti scritti e un sistema di mediazione vincolante per risolvere le controversie con i distributori. Il testo passa ora al Consiglio Ue per la formale e definitiva adozione.

(AD)

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