Meda (Mb) – Se il calo del prezzo dei suini esteri sembra in fase di assestamento, sui tagli la fase ribassista è nel pieno del suo svolgimento. Ieri la Vezg ha confermato gli 1,50 euro/kg per la carcassa tedesca, e anche Vion è riuscita a mantenere il prezzo del suino morto a 1,26 euro/kg, ma settimana scorsa erano calati i belgi (-6 centesimi sul vivo, 1,12 euro/kg, Danis, e -7 centesimi sulla carcassa, 1,36 euro/kg, BPG) e i danesi (-1 centesimo, 1,19 euro/kg, Danish Crown). Piccolissima controtendenza sulla carcassa francese (+0,3 centesimi, 1,438 euro/kg, MPF), mentre la Mercolleida spagnola rimane ferma sugli 1,31 euro/kg, culmine di una risalita del 31% iniziata a febbraio.
È sui tagli, però, che la suinicoltura europea sta soffrendo. Sui mercati da noi monitorati, a inizio settimana in Olanda si sono avuti: -5 centesimi sulle cosce (-32 da fine aprile), -10 sui carrè, -7/-10 sulle coppe (che assieme ai -6/-8 di settimana scorsa annullano di fatto i +18/+19 strappati a inizio maggio), -8 sulle spalle (-26 da fine aprile), -7 sui tronchetti, -5 sulle pancette, -2 sul lardo, -5 sul guanciale, -3 sul fegato e -10 sui ritagli e sul filetto lungo. In Belgio, perdono 7 centesimi garetti e lardi di prima categoria, 6 costine spalle e lardi di seconda, 4 le coppe, 3 il fegato e i lardi di terza.