Trattative Usa-Ue sui dazi. Bruxelles insiste sul 15%

2026-05-06T10:53:32+02:006 Maggio 2026 - 10:53|Categorie: Mercato|Tag: , , , |

Bruxelles (Belgio) – L’Ue chiede di tornare subito ai dazi concordati al 15% dopo le minacce Usa relative all’innalzamento al 25% sulle auto. Le trattative, ad ogni modo, proseguono: il rappresentante Usa per il Commercio, Jamieson Greer ha incontrato ieri il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, a Parigi, a margine del meeting commerciale del G7, si legge sul Sole 24 Ore.

Sefcovic, ha spiegato la Commissione, ha aggiornato l’ambasciatore Greer sul prossimo trilogo e sulle tempistiche più probabili per la sua conclusione, ma “nel rispetto delle prerogative dei colegislatori”. Allo stesso tempo, “Sefcovic ha chiesto un rapido ritorno ai termini concordati a Turnberry”, ovvero un’aliquota tariffaria del 15%, con le esenzioni concordate per la Ue. “Sarebbe positivo che le principali caratteristiche dell’intesa fossero operative prima del suo primo anniversario”, ha aggiunto la Ue, secondo la quale “entrambe le parti hanno concordato di intensificare il confronto sia a livello politico sia a livello tecnico, impegnandosi al tempo stesso con maggiore decisione su un’agenda positiva, per esempio sulle materie prime critiche e sui meccanismi di protezione per l’acciaio. Il lavoro è in corso e la Commissione continuerà a impegnarsi con determinazione per compiere progressi su tutti i dossier principali”.

“Restiamo molto calmi, concentrati sul far rispettare gli impegni più volte ribaditi“, è la posizione ufficiale della Commissione, riferita lunedì dal portavoce Thomas Regnier. Ursula Von Der Leyen ha ribadito che la Ue è “pronta a tutti gli scenari” sottolineando che la cooperazione non si è interrotta: “Siamo nelle fasi finali dell’attuazione dei restanti impegni tariffari”, ha detto ai giornalisti in Armenia:

Molto meno conciliante è Emmanuel Macron, che ha parlato apertamente di “minacce di destabilizzazione”. Il presidente francese ha aggiunto: “Fin dall’inizio ci siamo adattati. Ci sono accordi che sono stati firmati e che devono essere rispettati. Se venissero nuovamente rimessi in discussione, si riaprirebbe tutto; e se questo o quel Paese fosse minacciato da dazi doganali, l’Unione europea si è dotata di strumenti che allora dovrebbero essere attivati, perché è questa la loro funzione”.

Torna in cima