Vino, l’indagine Mediobanca: vendite a -2,8% nel 2025, pesa il calo dell’export

2026-05-20T14:01:21+02:0020 Maggio 2026 - 14:01|Categorie: in evidenza, Vini|Tag: , , , , |

Milano – Il vino italiano archivia il 2025 in frenata, penalizzato dal rallentamento dei consumi e dalla debolezza dei mercati esteri. Secondo l’Indagine sul settore vinicolo in Italia dell’Area Studi Mediobanca – condotta su 255 tra le principali società di capitali italiane con fatturato 2024 superiore ai 20 milioni di euro e ricavi aggregati per 12 miliardi di euro -, le vendite sono diminuite del 2,8% rispetto al 2024. A pesare è soprattutto l’export, in calo del 3,4%, mentre il mercato domestico arretra del 2,2%.

Il quadro si inserisce in uno scenario globale complesso. Nel 2025 la produzione mondiale è stimata in 227 milioni di ettolitri (+0,6% sul 2024), mentre i consumi calano del 2,7% a 208 milioni. L’Italia resta il primo produttore mondiale, con 44,4 milioni di ettolitri, ma registra una contrazione significativa dei consumi interni, -9,4%: il consumo pro capite è passato dai 38 litri annui del 2022 ai 35,6 del 2025.

Sul fronte internazionale, il vino italiano mantiene un saldo commerciale positivo e una posizione di leadership nei volumi esportati, pari a 21 milioni di ettolitri. Tuttavia, nel 2025 le vendite oltreconfine rallentano: -6,3% negli Stati Uniti, -2,8% nei Paesi Ue, mentre il Regno Unito limita il calo allo 0,7%.

A soffrire maggiormente sono le imprese di minori dimensioni, con fatturato inferiore a 30 milioni, che perdono il 3,5%, e le aziende più capital intensive, in flessione del 3,7%. Peggiorano anche i margini: l’Ebitda arretra del 4,2%, l’Ebit del 9,5% e l’utile netto del 7,5%.

Tra le tipologie, mostrano maggiore tenuta gli spumanti, con vendite in calo dell’1,5% rispetto al -3,3% dei fermi. Soffre maggiormente la fascia di prezzo intermedia, in calo del 3,1%, rispetto al -2,7% dei vini basic e al -2,2 dei premium. I vini biologici valgono il 6,2% del mercato, mentre il segmento no-low alcohol resta sotto lo 0,5%.

Nonostante il rallentamento, il settore non rinuncia a investire. Nel 2025 gli investimenti crescono del 3,5%, mentre la spesa per gli investimenti pubblicitari è in calo del 5,4% attestandosi al 2,6% delle vendite. Il 58% dei maggiori produttori prevede per il 2026 un ritorno alla crescita delle vendite. Le leve strategiche su cui le cantine punteranno sono: diversificazione dell’offerta, sviluppo di nuovi mercati e rafforzamento delle attività di marketing e comunicazione.

Per la prima volta il Rapporto include anche un contributo della Fondazione Qualivita dedicato al comparto dei vini Dop e Igp e al ruolo dei Consorzi di tutela. Comparto che conta 522 denominazioni Dop e Igp e rappresenta il 79% del valore del vino nazionale.

 

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