VeganOk: cresce la domanda di lievitati natalizi vegani

Roma – Cresce la richiesta di dolci natalizi vegani. Secondo i dati del Rapporto Osservatorio VeganOk ‘Natale vegano 2017: non chiamatelo panettone’, in Italia hanno debuttato sugli scaffali della Gdo e dei negozi specializzati una trentina di ‘Dolci di Natale’ vegani (non solo artigianali, ma anche di grandi nomi dell’industria), caratterizzati prevalentemente da impasti di grani antichi, biologici e gusti semplici, legati alla tradizione, rivolti ai quasi 2 milioni di italiani che hanno scelto lo stile di vita vegano. Di questi nuovi lanci, oltre il 50% vanta una lievitazione naturale con lievito di pasta madre; circa il 70% è certificato biologico e circa il 51% aderisce al disciplinare VeganOk. Prodotti che hanno tutto della tradizione, tranne le uova e il burro previste dal disciplinare, e che pertanto non possono, per ragioni legali, essere commercializzati con il nome panettone. Nel 2017, anno in cui sono stati inseriti i prodotti vegani nel paniere Istat, questa offerta è quasi quadruplicata rispetto all’anno precedente. L’Osservatorio rileva che, in Italia, l’80% del mercato dei lievitati da ricorrenza è costituito da panettone e pandoro, che hanno un consumo pro capite di 1,3 Kg per oltre 80mila tonnellate totali. Un comparto caratterizzato da elevata stagionalità (con circa il 95% delle vendite fra ottobre e Natale e circa il 70% delle vendite nelle prime tre settimane di dicembre); elevata intensità promozionale; forte competizione; imponenti investimenti pubblicitari (soprattutto televisivi). Le prime quattro marche detengono oltre il 60% del mercato.