Uiv: rallenta il calo dell’export di vino verso gli Usa, ma i consumi restano deboli

2026-06-23T12:27:54+02:0023 Giugno 2026 - 12:27|Categorie: in evidenza, Vini|Tag: , , , |

Roma – Il calo dell’export vinicolo italiano verso i Paesi extra-Ue è in rallentamento, grazie ai primi segnali di recupero dal mercato statunitense. Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), nel primo quadrimestre 2026 le esportazioni hanno registrato una flessione dell’8,5% a valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un totale di oltre 1,36 miliardi di euro. Un risultato ancora negativo, ma in miglioramento rispetto al -11% registrato nel primo trimestre.

A sostenere il recupero sono stati soprattutto gli Stati Uniti, dove ad aprile le esportazioni italiane sono tornate in territorio positivo (+1,6%) dopo 10 mesi consecutivi di contrazione. Il saldo dei primi quattro mesi dell’anno resta comunque pesante (-15,4%), seppure in miglioramento rispetto al -20,5% del trimestre.

Secondo il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, sul mercato americano “paghiamo le difficoltà congiunturali di dazi e debolezza del dollaro, ma anche il cambiamento ormai strutturale delle modalità di consumo. Quello americano rimane però di gran lunga il nostro primo mercato, sia allo stato attuale che in chiave prospettica: per questo è importante mantenere e preservare la decennale alleanza commerciale anche in vista del prossimo 24 luglio, quando l’amministrazione Usa definirà il nuovo quadro normativo delle tariffe”.

Se l’export mostra qualche segnale di ripresa, i consumi americani continuano invece a diminuire. Secondo l’Osservatorio Uiv su base SipSource, nei primi cinque mesi dell’anno i volumi complessivi di vino consumati negli Usa sono scesi del 10,1%. L’Italia limita le perdite (-7,3%) grazie soprattutto agli spumanti (-2%) e al Prosecco, unico segmento in crescita (+1,8%). Sfiora la doppia cifra la contrazione di bianchi e rossi.

 

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