Martina disapprova il ricorso al Tar di Aidepi. L’Associazione risponde

Roma – Prosegue il botta e risposta fra Aidepi e il ministro Maurizio Martina. Dopo che l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane ha fatto ricorso al Tar contro il decreto interministeriale che renderà obbligatoria l’origine del grano in etichetta, arriva la dichiarazione del capo del Mipaaf. Sabato 21 ottobre, Martina si è detto allibito e ha dichiarato di trovare sbagliato il reclamo di Aidepi. I pastai associati hanno dunque diffuso una nota in cui precisano di essere favorevoli a un’etichetta di origine trasparente per il consumatore e forte per la filiera, ma il ricorso è stato fatto perché “riteniamo che questo decreto sia sbagliato: promette trasparenza ma disorienta il consumatore. E invece di sostenere una filiera di grande valore per la nostra economia come quella della pasta rischia di affossarla”. Sette i motivi elencati per un “#noaldecreto”. E’ in contrasto con le regole europee. Deve essere l’Europa a fornire una normativa valida per tutti, non il Governo italiano. Il decreto non vale per tutta la pasta. L’origine del grano non è sinonimo di qualità. Il documento lascia intendere che il grano italiano è migliore di quello estero (falso) e rischia di far perdere all’Italia il primato nella pasta entro 10 anni. Infine, c’è il rischio che la norma venga cancellata ancora prima di diventare operativa, con l’arrivo dei provvedimenti esecutivi per la piena attuazione del Regolamento Ue 1169/2014 sulle “etichette trasparenti” che regolerà anche l’indicazione dell’origine delle materie prime.

In foto: Riccardo Felicetti, presidente pastai italiani di Aidepi