Roma – In calo del 18%, con una perdita di oltre 20 milioni di euro sul giro d’affari. È questo il bilancio dell’embargo russo sulle importazioni agroalimentari italiane secondo lo studio pubblicato dall’Istituto nazionale di economia agraria (Inea). Un valore in netta controtendenza rispetto a quelli registrati negli ultimi dieci anni, quando le esportazioni di prodotti agroalimentari verso il mercato russo sono passate da 222 milioni a oltre 684 milioni di euro (+208%). Nel dettaglio, a risentire maggiormente del blocco è il comparto della frutta fresca, le cui esportazioni nel 2013 avevano superato i 60 milioni di euro, e che ora crollano del 74,8%. Altro settore particolarmente colpito è quello lattiero caseario, il cui export verso la Russia valeva 45 milioni di euro nel 2013 (quasi il 2% dell’export italiano complessivo del comparto), e che ora registra un pesante -87,8%. Nello specifico, formaggi e latticini sono i prodotti con il più alto valore di esportazioni bloccate verso la Russia (43,3 milioni di euro). Tra questi, i più sofferenti risultano essere il grana padano e il parmigiano reggiano. L’export delle carni, sia fresche che congelate, è invece sceso del 69,6%.
Inea: crolla del 18% l’export agroalimentare italiano verso la Russia
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